Rischio idraulico, Messina in testa. I dati delle criticità in provincia

    Rischio idraulico, Messina in testa. I dati delle criticità in provincia

    MESSINA – È Messina la provincia con il rischio idraulico potenzialmente più elevato della Regione. È quanto emerge dal Rapporto preliminare sul rischio idraulico in Sicilia redatto dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile, che ha analizzato le caratteristiche orografiche, climatiche e urbanistiche del territorio e le situazioni di interferenza tra i corsi d’acqua e la viabilità o gli edifici. In questo contesto, giocano un ruolo determinante i cosiddetti “nodi”, ovvero le intersezioni tra torrenti e strade, o altri elementi antropici. Interferenze che, in occasione di eventi meteorologici estremi può determinare situazioni di grave criticità.
    nodi 3Il 27% dei nodi a rischio potenziale si trovano in provincia di Messina, ben 3150. Di questi, 637 si trovano nel solo comune di Messina. Seguono Barcellona, Patti, Casalvecchio Siculo, Gioiosa Marea, Piraino e Tortorici, tra i comuni con il maggior numero di nodi pericolosi, tra i 90 e i 70. Per quanto riguarda la distribuzione in relazione all’estensione territoriale, il primato va a Sant’Agata Militello, con un indice di 20,5 nodi per kmq. Indicatore elevato anche per i comuni di Sinagra, Torrenova, Letojanni, Tortorici, Alì Terme e Piraino. Il 48% dei nodi viene classificato a rischio elevato, il 18% molto elevato, il 29% moderato, e solo il 5% basso. Gli elementi di rischio sono rappresentati da ostruzioni a causa di vegetazione o detriti, ma anche restringimenti, deviazioni, tombinature dei corsi d’acqua, torrenti che sboccano su strade o si perdono nelle campagne, strade che si sviluppano lungo le fiumare, costruzioni lungo gli argini o negli alvei e guadi, cattiva regimazione delle acque. È quest’ultima che, associata agli strati detritici su versanti molto ripidi, comporta per la nostra provincia il grave rischio di smottamenti e frane.

    A conclusione del rapporto, i tecnici sottolineano “la necessità di avviare una seria e concreta riflessione politica e amministrativa sul reperimento di risorse economiche da destinare specificatamente alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua” e invitano, in primo luogo, i sindaci a dotarsi dei piani di protezione civile per il rischio idrogeologico e ad adottare iniziative volte alla prevenzione e mitigazione dei rischi idrogeologico ed idraulico. Interventi che, su base regionale, richiederebbero una cifra stimata che si aggira intorno ai 3 Miliardi di euro.

    Condividi:
    Giornalista professionista da marzo 2015, dal 2007 giornalista pubblicista. Avevo 20 anni la prima volta che ho messo piede in una redazione e non ne sono più uscita: ho iniziato a fare questo mestiere per caso e lo svolgo da un decennio, approfondendo l’esperienza e gli insegnamenti acquisiti “sul campo” con una laurea triennale in Tecnologie della comunicazione, all’Università di Messina nel 2007, e con la specialistica in Editoria, media e giornalismo a Urbino nel 2015. Ho una formazione e una esperienza “multimediale”: tv, radio, carta stampata, web. Ho curato, e curo tutt’ora, articoli, notiziari, approfondimenti, interviste, reportage, programmi e rubriche anche di respiro nazionale e internazionale. Conduco anche manifestazioni ed eventi di vario genere. Ho partecipato a numerosi scambi giovanili e workshop su vari temi (economico-sociali-istituzionali), in Italia e all’estero, mi piace conoscere sempre cose e persone nuove, non mi stanco mai di imparare. Mi occupo anche di politiche giovanili, progettazione europea, sviluppo valorizzazione e promozione del territorio, cultura, turismo, tradizioni popolari e iniziative legate al mondo rurale. Sono impegnata nel sociale e presiedo un’associazione culturale. Se potessi, vivrei viaggiando. Fin dall’inizio di questa avventura, sono la responsabile del progetto editoriale Anni60news.com.