Beni confiscati, online il bando per l’assegnazione di 50 immobili

    Beni confiscati, online il bando per l’assegnazione di 50 immobili

    PALERMO – E’ stato pubblicato all’Albo Pretorio e sul sito del Comune (www.comune.palermo.it) l’avviso pubblico per la concessione gratuita, a terzi aventi diritto, degli immobili confiscati alla criminalità organizzata, di proprietà del Comune di Palermo.
    Gli interessati possono produrre istanza di concessione all’Amministrazione comunale, entro e non oltre le ore 24 dell’11 dicembre 2015, che dovrà essere compilata ed inviata, completa degli allegati richiesti firmati digitalmente, tramite una apposita applicazione web sul sito istituzionale, che sarà attiva a partire dalle ore 12 del 6 novembre 2015.
    Possono avanzare l’istanza di concessione, i soggetti di Comunità anche giovanili, Enti, associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, organizzazione di volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendente, associazione di protezione ambientali riconosciute, operatori dell’agricoltura sociale riconosciuti
    L’istanza, a firma del legale rappresentante, dovrà contenere l’intestazione e gli estremi del soggetto richiedente, l’indirizzo di posta elettronica, i recapiti telefonici e dovrà contenere l’atto costitutivo e lo Statuto, l’iscrizione alla Camera di Commercio, se iscritti, decreto di riconoscimento all’Ente di appartenenza (iscrizione all’anagrafe Unica delle Onlus, iscrizione al Registro Regionale delle organizzazioni di volontariato), il verbale di nomina del rappresentante legale e, per i consigli direttivi, il rinnovo delle cariche sociali, oltre alla fotocopia del documento di identità dell’istante.
    Successivamente, valutate tutte le richieste pervenute, verrà redatto un elenco degli istanti ammessi che sarà pubblicato sempre sul sito istituzionale del Comune di Palermo. Ogni soggetto ammesso riceverà, inoltre, apposita comunicazione contenente le credenziali di accesso (utente e password) e modalità operative, per visionare via web i beni confiscati messi a bando.
    Attualmente sono circa 50 quelli da assegnare, fra ville, uffici e magazzini.
    La graduatoria sarà valida per 24 mesi in modo da poter agevolmente e velocemente assegnare i beni che dovessero essere assegnati al Comune dall’Agenzia Nazionale.
    L’obiettivo à quello di creare nuovi spazi per attività sociali, culturali, educative e ludico-ricreative. In particolare, l’uso degli immobili dovrà prevede la creazione di spazi per la promozione delle attività volte a prevenire e rimuovere situazioni di particolare bisogno o emergenza rivolte a fasce disagiate ed ancora, spazi per attività di volontariato per l’integrazione sociale di persone svantaggiate, per attività socio-assistenziali e socio-sanitarie, anche con la possibilità di creare opportunità occupazionali.
    All’interno degli immobili, dovranno anche essere previste spazi per la promozione, organizzazione e realizzazione di iniziative e attività culturali anche con la collaborazione di enti pubblici e privati, con particolare attenzione all’impatto sul territorio e al sociale, oltre alla promozione di attività culturali, cinematografiche, audiovisive artistiche e spettacolistiche. Ed ancora, creazione di spazi per le attività educative e ludico-ricreative, per promuovere l’incontro, la partecipazione e lo sviluppo di percorsi di cittadinanza attiva, anche attraverso il coinvolgimento di famiglie e per favorire la socializzazione e le relazioni e il diritto al gioco per lo sviluppo e il benessere delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi.
    Secondo i dati pubblicati sul sito dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, aggiornati al 7 gennaio 2013, l’ANBSC (già Agenzia del Demanio) gestisce in Italia un totale di 12.946 beni, di cui 11.238 immobili e 1.708 aziende.
    La quota di gran lunga maggiore di questi beni ha sede in Sicilia: 4.892 immobili (43,5%) e 623 aziende (36,48%). Palermo è in assoluto la città con la massima concentrazione di beni confiscati: 1.945 immobili (17,3%) e 272 aziende (16%). Al 30/06/2015 il Comune di Palermo disponeva di un totale di 698 beni confiscati, assegnati dall’Agenzia Nazionale per i beni confiscati a partire dal 1994. Di questi, 234 sono stati assegnati dal 2012 ad oggi.
    Di questi immobili, 173 sono usati per fini Istituzionali, 120 sono stati assegnati a nuclei familiari, 128 sono già stati assegnati ad associazioni o sono in fase di assegnazione in base a precedenti bandi, 46 sono locati (in quanto già locati al momento del trasferimento al Comune da parte dell’Agenzia, con i proventi che sono destinati all’emergenza abitativa) mentre altri risultano attualmente in ristrutturazione o non utilizzabili per diversi motivi formali o strutturali. Vi sono inoltre ben 34 scuole. In questi giorni si stanno concludendo le procedure di consegna di 11 terreni confiscati ad altrettanti soggetti della società civile che avevano partecipato al bando dello scorso anno.
    “Per la prima volta – spiega l’Assessore Luciano Abbonato – tutte le operazioni legate al bando si svolgeranno tramite una procedura online, dalla presentazione delle istanze, alla verifica del loro iter, fino alla prenotazione della visita per quei soggetti che avranno superato la prima fase della verifica dei requisiti formali.
    In questo delicato settore è infatti quanto mai fondamentale che le procedure siano trasparenti ed accessibili.”
    “L’utilizzo sociale dei beni confiscati affidati al Comune di Palermo – sottolinea il Sindaco – è un fatto ormai acclarato, così come è acclarato che sempre più questo ingente patrimonio immobiliare potrà diventare strumento di sviluppo e riscatto sociale.
    Tanti esempi positivi di uso dei beni confiscati da parte di associazioni non profit, l’uso da parte delle scuole così come l’uso a fini abitativi di quegli appartamenti che a ciò si prestano, sono il modo migliore per dimostrare che è possibile una gestione virtuoso dei beni confiscati, che proprio per questo rappresentano un importante strumento di contrasto culturale alle mafie.”

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    Giornalista professionista da marzo 2015, dal 2007 giornalista pubblicista. Avevo 20 anni la prima volta che ho messo piede in una redazione e non ne sono più uscita: ho iniziato a fare questo mestiere per caso e lo svolgo da un decennio, approfondendo l’esperienza e gli insegnamenti acquisiti “sul campo” con una laurea triennale in Tecnologie della comunicazione, all’Università di Messina nel 2007, e con la specialistica in Editoria, media e giornalismo a Urbino nel 2015. Ho una formazione e una esperienza “multimediale”: tv, radio, carta stampata, web. Ho curato, e curo tutt’ora, articoli, notiziari, approfondimenti, interviste, reportage, programmi e rubriche anche di respiro nazionale e internazionale. Conduco anche manifestazioni ed eventi di vario genere. Ho partecipato a numerosi scambi giovanili e workshop su vari temi (economico-sociali-istituzionali), in Italia e all’estero, mi piace conoscere sempre cose e persone nuove, non mi stanco mai di imparare. Mi occupo anche di politiche giovanili, progettazione europea, sviluppo valorizzazione e promozione del territorio, cultura, turismo, tradizioni popolari e iniziative legate al mondo rurale. Sono impegnata nel sociale e presiedo un’associazione culturale. Se potessi, vivrei viaggiando. Fin dall’inizio di questa avventura, sono la responsabile del progetto editoriale Anni60news.com.