Presentato lo storico calendario dell’Arma per il 2016

    Presentato lo storico calendario dell’Arma per il 2016

    Foto ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

    MESSINA – Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Messina, Colonnello Iacopo MANNUCCI BENINCASA, ha presentato nei giorni scorsi il Calendario Storico dell’Arma edizione 2016, quest’anno ispirato dal tema “I Carabinieri e le arti”, e l’Agenda dedicata al centenario della Grande Guerra e a “I Carabinieri nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione”.
    Il notevole interesse da parte del cittadino verso il Calendario Storico dell’Arma, quest’anno con una tiratura di 1.200.000 copie, di cui 8.000 in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e tedesco), è indice sia dell’affetto e della vicinanza di cui gode la Benemerita, sia della profondità di significato dei suoi contenuti, che ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e presente tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro, quasi a testimonianza del fatto che “in ogni famiglia c’è un Carabiniere”.
    Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949, la pubblicazione del Calendario venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia d’Italia. Il Calendario ha una rilevanza importante per la famiglia dell’Arma, momento di coesione ed unità attorno ad un oggetto semplice, ma ispirato da grandi valori comuni, nel quale si riconoscono tutti i carabinieri e i loro comandanti, dalle grandi città ai più piccoli paesi.
    Le tavole artistiche dell’edizione 2016 del Calendario Storico sono state ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo.


    Il filo conduttore che lega i mesi dell’anno è costituito dal tema “Il Carabiniere e le Arti”, ispirato, come sottolineato nel corso della conferenza stampa di presentazione tenuta in mattinata dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Tullio Del Sette, “dalla celeberrima opera impressionista di Claude Monet “I papaveri”, in cui “è bastato inserire una pattuglia di Carabinieri nel paesaggio solare immaginato dal pittore francese per infondere quel profondo senso di sicurezza e serenità che la vigilanza dell’Arma da sempre trasmette alle nostre comunità”.
    In copertina, l’emblematico segno distintivo dei Carabinieri – la fiamma – si staglia tra forme geometriche d’ispirazione futurista riprese da un’opera di Giacomo Balla, segno che si staglia nei colori che contraddistinguono la Bandiera italiana, l’azzurro del vessillo europeo e il celeste dell’ONU”.
    Nella II di copertina troviamo due commenti all’opera, di Ferruccio De Bortoli, che sottolinea come i Carabinieri siano “i nostri insostituibili compagni di viaggio, anche nell’arte come nella letteratura” e di Philippe Louis Daverio che evidenzia come l’Arma, in questa edizione, abbia “deciso di dialogare con il mondo dell’arte…con un intento ben preciso, quello di trasmettere il messaggio d’una sensibilità per il mondo delle arti che dell’Italia è un fondamento imprescindibili”.
    Il percorso immaginario delle tavole del Calendario interpreta l’evoluzione dell’Arma dei Carabinieri nel tempo, disancorato dalla rigidità cronologica delle opere.
    L’Agenda, per il 2016 vuole rinverdire le vicende dell’Arma nel primo conflitto mondiale e nella guerra di Liberazione nell’anno in cui se ne celebrano il centenario e il settantennale.
    I testi elaborati, recepiti in due diverse monografie, sono arricchiti dal contributo introduttivo di Mario Calabresi, per il primo conflitto mondiale, e di Aldo Cazzullo per la guerra di Liberazione e la Resistenza. Il documento sulla Grande Guerra del Calabresi riporta a quel 24 maggio 1915 quando, a poche ore dall’annuncio dell’entrata in guerra, la Bandiera dell’Arma partiva per il fronte scortata da un plotone d’onore e dalla Banda della Legione Allievi Carabinieri. E’ il momento iniziale di tre anni di guerra durissima, al termine della quale si conteranno 1423 Carabinieri caduti e oltre cinquemila feriti.
    Nella prefazione alla monografia dedicata alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione, Aldo Cazzullo ha voluto emblematicamente ricordare due episodi che hanno avuto come protagonisti militari dell’Arma. Il primo, più noto, è quello del Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto che, con un gesto nobilissimo, si fa uccidere a 22 anni per evitare la rappresaglia dopo un attentato che non ha commesso.
    Il secondo, meno conosciuto, ma ugualmente straordinariamente generoso, narra la vicenda dei Carabinieri di Fiesole, Fulvio Sbarretti, Alberto La Rocca e Vittorio Marandola che, al grido di viva l’Italia, il 12 agosto 1944 , caddero sotto i colpi nazisti per salvare la vita di dieci ostaggi di quella comunità a loro affidata.
    Due episodi simbolici che hanno visto militari dell’Arma mantenere fede al giuramento prestato, scegliendo consapevolmente di continuare a servire la Patria difendendo i propri concittadini dai soprusi e dalle angherie degli occupanti.

    Condividi:
    Giornalista professionista da marzo 2015, dal 2007 giornalista pubblicista. Avevo 20 anni la prima volta che ho messo piede in una redazione e non ne sono più uscita: ho iniziato a fare questo mestiere per caso e lo svolgo da un decennio, approfondendo l’esperienza e gli insegnamenti acquisiti “sul campo” con una laurea triennale in Tecnologie della comunicazione, all’Università di Messina nel 2007, e con la specialistica in Editoria, media e giornalismo a Urbino nel 2015. Ho una formazione e una esperienza “multimediale”: tv, radio, carta stampata, web. Ho curato, e curo tutt’ora, articoli, notiziari, approfondimenti, interviste, reportage, programmi e rubriche anche di respiro nazionale e internazionale. Conduco anche manifestazioni ed eventi di vario genere. Ho partecipato a numerosi scambi giovanili e workshop su vari temi (economico-sociali-istituzionali), in Italia e all’estero, mi piace conoscere sempre cose e persone nuove, non mi stanco mai di imparare. Mi occupo anche di politiche giovanili, progettazione europea, sviluppo valorizzazione e promozione del territorio, cultura, turismo, tradizioni popolari e iniziative legate al mondo rurale. Sono impegnata nel sociale e presiedo un’associazione culturale. Se potessi, vivrei viaggiando. Fin dall’inizio di questa avventura, sono la responsabile del progetto editoriale Anni60news.com.