Gestione dei rischi ambientali, Milazzo nel progetto SMOG dell’INGV

    Gestione dei rischi ambientali, Milazzo nel progetto SMOG dell’INGV

    CATANIA – Un sistema di rilevamento che permette la realizzazione di reti di monitoraggio per l’acquisizione di dati in real-time nei siti di interesse, avendo la possibilità di svincolare i dati dalla posizione geografica della stazione stessa. Questa la caratteristica principale del progetto SMoG (Sistema Multiparametrico di Monitoraggio Geofisico e Ambientale per Applicazione di Protezione Civile), condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Etneo (INGV-OE), in collaborazione con Ingegno-Servizi di Ingegneria S.r.l., Be-On S.r.l. e NCE-Network Consulting Engineering S.r.l.. Il progetto intende affrontare i problemi legati al monitoraggio termico e al rilevamento dei dati geofisici in ambienti ostili, attraverso la predisposizione di un network di stazioni localizzate in ampie aree geografiche. I quattro punti inseriti nella rete di rilevamento sono stati installati a Milazzo, Catania, sull’Etna e a Priolo.
    “Si tratta di un sistema modulare di rilevamento dati su piattaforma portatile”, spiega Luigi Lodato, ricercatore dell’INGV-OE e coordinatore del progetto, “che, utilizzando varie tipologie di sensori, è in grado di acquisire, registrare e comunicare le informazioni tramite vari sistemi di trasmissione a un centro di controllo”.
    L’implementazione di una modalità di comunicazione bi-direzionale ha, inoltre, permesso la connessione remota del sistema e la possibilità di effettuare il download dei dati, consentendo così una rapidità decisionale nella gestione dei rischi ambientali.
    “Il sistema SMoG, in particolare, è stato sviluppato per realizzare una specifica tipologia di rete, denominata Wireless Sensor Network, costituita da un insieme di nodi (Stazioni multi parametriche) sparsi nell’area sottoposta a monitoraggio, in grado di acquisire i dati geofisici e ambientali e di trasmetterli ai punti di raccolta denominati base station, dalla quale è possibile gestire le singole stazioni presenti nei nodi, acquisirne i dati e renderli disponibili ad altri utenti per successive elaborazioni”, prosegue Lodato.
    Ma l’impatto più importante del progetto risiede nella realizzazione di una infrastruttura di monitoraggio e controllo facilmente trasportabile.
    “La piattaforma”, afferma il ricercatore dell’INGV-OE, “è stata progettata per essere utilizzata in ambienti ostili, quali la sommità dei vulcani attivi, dove vengono usati sistemi di alimentazione d’avanguardia ottimizzati nel rapporto dimensioni/peso/rendimento”.
    Grazie ad applicazioni scientifiche multi-disciplinari di tipo Hardware low-power e infrastrutture software dedicate, i dati grezzi o pre-elaborati, acquisiti dal sistema, possono, mediante l’adozione di sistemi web e interfacce utente ad alto livello, essere raggiungibili “on demand” da utenti esterni abilitati o Enti preposti quali, gli Enti di Ricerca, le Prefetture e la Protezione Civile per le opportune interazioni con le comunità e i privati.
    “Per le imprese economiche questo progetto ha rappresentato motivo di crescita in termini di know-how per lo scambio di conoscenze con il mondo della ricerca e di grande impatto economico. Il sistema costituisce, infatti, una struttura modulare, utile per diversi ambiti: dall’industria ai sistemi di monitoraggio ambientale, come il monitoraggio di gas pericolosi, anomalie termiche ed eventuali diffusioni di agenti chimici inquinanti”.
    Gli obiettivi e i risultati ottenuti alla fine del progetto risultano conformi allo spirito del bando PO FESR 2007-2013 (Programma Operativo Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) e dei canoni indicati al fine di realizzare sistemi a valore aggiunto nell’ambito dell’ICT (Information and Communications Technology) e dell’Ambiente.
    “Seguendo le linee guida individuate nell’ambito della Strategia Regionale per l’Innovazione (SRI), in sintonia con la Commissione Europea”, conclude Lodato “le attività realizzate permettono di favorire lo sviluppo di tecnologie d’avanguardia con una forte ricaduta in ambito sociale, di arricchimento tecnologico e di ricerca industriale”.

    Condividi:
    Giornalista professionista da marzo 2015, dal 2007 giornalista pubblicista. Avevo 20 anni la prima volta che ho messo piede in una redazione e non ne sono più uscita: ho iniziato a fare questo mestiere per caso e lo svolgo da un decennio, approfondendo l’esperienza e gli insegnamenti acquisiti “sul campo” con una laurea triennale in Tecnologie della comunicazione, all’Università di Messina nel 2007, e con la specialistica in Editoria, media e giornalismo a Urbino nel 2015. Ho una formazione e una esperienza “multimediale”: tv, radio, carta stampata, web. Ho curato, e curo tutt’ora, articoli, notiziari, approfondimenti, interviste, reportage, programmi e rubriche anche di respiro nazionale e internazionale. Conduco anche manifestazioni ed eventi di vario genere. Ho partecipato a numerosi scambi giovanili e workshop su vari temi (economico-sociali-istituzionali), in Italia e all’estero, mi piace conoscere sempre cose e persone nuove, non mi stanco mai di imparare. Mi occupo anche di politiche giovanili, progettazione europea, sviluppo valorizzazione e promozione del territorio, cultura, turismo, tradizioni popolari e iniziative legate al mondo rurale. Sono impegnata nel sociale e presiedo un’associazione culturale. Se potessi, vivrei viaggiando. Fin dall’inizio di questa avventura, sono la responsabile del progetto editoriale Anni60news.com.