La Betaland alla Scala del basket. In C Silver la Costa rimandata

    La Betaland alla Scala del basket. In C Silver la Costa rimandata

    CAPO D’ORLANDO Riuscirà la vetrina milanese a stimolare alcuni giocatori della Betaland che finora hanno avuto pochi alti e troppi bassi? Lo spera soprattutto coach Giulio Griccioli, fortissimamente voluto e riconfermato dalla società e dal ds Giuseppe Sindoni in primis, e difeso anche dopo 4 ko consecutivi sul parquet amico, a conferma che la regina di Sicilia non è mai stata mangia allenatori e la sua storia insegna visto che, giusto per restare alle quattro stagioni e mezza di serie A, nessun coach è stato esonerato con il barcellonese Giovanni Perdichizzi al timone nelle annate 2005-2006 e 2006-2007 pur dovendo superare diversi momenti di difficoltà, e Meo Sacchetti artefice dello straordinario sesto posto con annessi final eight di Coppa Italia e play-off scudetto nel 2007-2008. D’altronde anche il tecnico senese ha vissuto un periodo nero in avvio dei due gironi nello scorso torneo ma è riuscito ad uscirne con una tranquilla salvezza, obiettivo decisamente alla portata anche nel quinto campionato di A dei biancoazzurri, chiamati, però, a battere sul parquet amico domenica 20 Pesaro che, con quella Torino che dovrebbe cambiare allenatore (anche per la panchina della matricola vengono accostati i nomi di Luca Dalmonte e Fabrizio Frates, entrambi appartenenti alla scuderia Sportlab di Virginio Bernardi) occupa l’ultima posizione a quota 4 dopo 10 giornate, la metà dei punti conquistati dai paladini. “Se li avessimo spalmati magari vincendo almeno un’altra gara in casa staremmo qua a festeggiare”, ammonisce il ds di un club che, come detto, raramente ha cambiato in corsa (l’ultimo innesto in A2 a fine 2012 quando Pozzecco sostituì Massimo Bernardi che aveva iniziato il torneo con ben 6 sconfitte). Comunque l’allenatore non va sul parquet e paga pure qualche infortunio di troppo anche se ora ha finalmente a disposizione il roster al completo, pur se con un paio di elementi lontani dal top, in particolare le due guardie Zoltan Perl e Stojanovic, futuri campioni ed uomini mercato. Tra questi anche Laurence Bowers pur se la super stoppata di domenica scorsa ed il canestro allo scadere del terzo periodo di Tommy Laquintana sono state inserite nella TOP 10 delle giocate più spettacolari della settimana. Intanto la squadra satellite Nuova Agatirno allenata da Renato Franza prosegue a far maturare gli altri giovani talenti pescati in giro per l’Italia e l’Europa, a partire dal georgiano Levan Babilozde, autore di 33 punti nel netto successo contro il Cus Palermo nella serie D regionale, giunta al 7° turno.

    Infine siamo già nei pressi del giro di boa in C Silver ma il 13° turno disputato per l’Immacolata dopo appena 48 ore dal match domenicale, è costato mezza poule promozione per la Costa d’Orlando, seconda società cittadina che da due anni e mezzo cura un vivaio sempre più crescente (“mancano solo i centimetri per cui costruiremo tanti futuri playmaker, ma per avere di più serve un innesto”, scherza coach Giuseppe Condello”) ma vogliosa anche di scalare in B dalla porta principale avendo rifiutato la scorsa estate di acquisire un titolo. “Abbiamo 120 ragazzini, ci fanno tutti i complimenti, se vinciamo il campionato meglio ma va già benissimo così”, commenta il presidente Mauro Giuffrè dopo il netto e bruciante ko in un PalaValenti tutto esaurito con un centinaio di tifosi dello Sport è Cultura Patti, ora favorita per accompagnare l’imbattuta Cefalù nella post season. “E’ colpa della Federazione che ci ha fatto giocare 2 gare in 2 giorni – chiosa Condello – e purtroppo il calendario ci è stato nemico perché mentre Patti domenica si è praticamente allenata, noi abbiamo vinto l’ottava di fila all’overtime a Canicattì in uno scontro diretto durissimo, con Danna, Fall e Marinello stremati e senza l’infortunato Cusenza, che gli agrigentini hanno pagato a loro volta cedendo nettamente in casa martedi. Ma comunque non ci arrendiamo”.

    Condividi:
    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.