Piove sul bagnato in casa Betaland, decimata a Trento

    Piove sul bagnato in casa Betaland, decimata a Trento

    CAPO D’ORLANDO Piove sul bagnato in casa Betaland che affonda sempre più nella classifica di serie A pur se dopo 12 giornate sarebbe comunque salva con 8 punti, 2 in più di un Torino in ascesa, al contrario di un quintetto orlandino reduce da 7 ko nelle ultime 8 gare. Infatti gli esami strumentali cui è stato sottoposto il capitano Sandro Nicevic hanno confermato il risentimento muscolare al polpaccio destro. Le condizioni del pivot biancazzurro saranno rivalutate dopo la gara con Trento per definirne la data di rientro, prevista non prima del 3 gennaio a Pistoia. Confermato dagli esami l’infortunio al bicipite femorale della gamba sinistra di Simas Jasaitis, il prossimo controllo medico è stato programmato per lunedì 28 dicembre. Nel corso dell’allenamento di rifinitura Tommaso Laquintana ha subito un trauma al ginocchio sinistro ed è al momento in dubbio per la gara contro la Dolomiti Energia Trentino di mercoledì 23 dicembre alle 20.30. Speriamo comunque che Vicino di Argelato (BO), Lo Guzzo di Pisa e Caiazza di Arzano (NA), designati per la terz’ultima di andata in calendario dalle 20.30 sul parquet del Trento, siano più teneri del terzetto (Lamonica e Bartoli in particolare) che ha contribuito a condannare la regina di Sicilia di tutti i tempi contro Pesaro, costretta a passare alla cassa della Fip per lasciare 750 euro ai ammenda per presenza nel campo di gioco di persona non autorizzata ed una ancor più pesante di 3000 euro a sostituire l’inibizione a svolgere attività federale e sociale fino al 28 dicembre 2015 al patron Enzo Sindoni “poichè nell’intervallo sostava nel corridoio antistante gli spogliatoi e si rivolgeva in modo protestatario agli arbitri e ad un giocatore avversario”. Pesaro ha vinto le tre volate della massima serie trovando 4 punti salvezza della scorsa stagione e 2 pesanti in questa occasione. Arbitri a parte colpa soprattutto della prima parte disastrosa di una squadra biancoazzurra che, rabbiosa reazione dal meno 19 al più 3, ha una volta ancora dimostrato che non crede più nel suo tecnico ed in quello che fa ed in particolare sembra aver perso fiducia perchè essendo formata da un gruppo europeista senza apparenti primedonne, quando le cose sul parquet vanno male tende a deprimersi ed a pensare di non poter uscire dal tunnel dove è sprofondata nelle ultime otto gare di regular season, sette delle quali perse. Per il momento, sia per il calendario di fine anno serrato (domani Trento, domenica nuovamente in casa con Avellino e chiusura di andata a Pistoia il 3 gennaio) che per tradizione societaria (finora mai nessun coach è stato esonerato da Sindoni nei quattro campionati e mezzo di A ed in generale sono stati pochi gli avvicendamenti in corsa anche nelle serie inferiori), Giulio Griccioli dovrebbe restare al suo posto e, sperando che la squadra nello spirito sia sempre quella della remuntada, almeno fino alla sosta del giro per l’all Star Game dovrebbe essere il tecnico senese a trovare l’antidoto all’emorragia di ko e di fiducia, tanto più che non è detto che una soluzione interna con il vice Di Carlo promosso ad head coach o un nuovo condottiero, riesca a risolvere i problemi. Peraltro sul parquet ci vanno i giocatori e se Ilievski e Oriakhi, ovvero l’asse play-pivot titolare, sono quelli dell’ultima fase, c’è davvero poco da fare anche per l’allenatore. Tra l’altro pesano le assenze degli infortunati Nicevic e Jasaitis. L’imperativo è quello di ripartire dal secondo tempo di domenica scorsa per provare a rovinare il Natale all’ex capolista Trento ed uscire dal tunnel più buio della storia dell’Orlandina basket ora targata Betaland. Questo il leit motiv della terz’ultima di andata del campionato di serie A che offre ai biancoazzurri una sfida proibitiva a prescindere dai mille problemi che li affliggono da due mesi a questa parte. I locali hanno perso due volte nella storia contro i paladini, una nell’ex B1 a Capo d’Orlando ed una nella stagione d’esordio del rimpianto Pozzecco in Trentino. Per il resto solo vittorie della squadra allenata da Buscaglia, comprese le due della scorsa stagione di serie A. Di contro il nuovo playmaker di casa Beppe Poeta ha perso tre volte su tre contro l’Orlandina quando militava nel Teramo ma il dato non è indicativo. Infatti Trento è forte ed ha voglia di cancellare il tracollo di Cantù, sapendo che tatticamente e non solo è una spanna superiore ad una Betaland tenuta a rapporto da patron Sindoni all’anti vigilia. Il cuore e la determinazione nella rimonta incompiuta contro Pesaro non basteranno, soprattutto se l’approccio sarà molle. “A Trento ed in generale sempre è da evitare perchè le gare ad handicap non sono consigliabili”, commenta Gennaro Di Carlo, il vice di un Giulio Griccioli che si aggrappa alla verve dei più giovani per provare a restare in partita visto che tra assenze e giocatori disponibili le speranze di un riscatto passano soprattutto dalla personalità e sfrontatezza di Tommaso Laquintana (peraltro come detto in forte dubbio), dalla verve di Zoltan Perl, dalla grinta di Voijslav Stojanovic, dalla classe di Laurence Bowers e dalla stazza di un Alex Oriakhi che, però, il solo deludente Vlado Iliesvki riesce a far rendere. Per il resto, tiri ignoranti di Basile a parte, c’è davvero poco da stare allegri anche se sotto l’albero i tifosi sperano di trovare in regalo due punti inattesi.

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    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.