Basket, finita l’avventura di Griccioli scocca quella Di Carlo alla Betaland

    Basket, finita l’avventura di Griccioli scocca quella Di Carlo alla Betaland

    CAPO D’ORLANDO Saltato il tappo Griccioli ancor prima di Capodanno per la gioia di tanti ma non di tutti i tifosi (sui vari forum molti se la prendono anche con veterani parsi pressochè bolliti finora dopo un inizio incoraggiante) ed il rammarico societario per il primo esonero del club nei 5 tornei di A, chissà che l’attuale gruppo di giocatori della Betaland non si decida a tirar fuori il massimo di un potenziale che, probabilmente, è stato sopravvalutato dalla dirigenza in fase di costruzione. Si perchè il progetto europeo nel campionato italiano attuale, soprattutto per squadre che si devono salvare, fa a pugni con l’andamento della varie partite dove a decidere sono spesso gli americani, compresi quelli presi in corso d’opera dai vari club, in primis le dirette concorrenti della regina di Sicilia di tutti i tempi. E’ chiaro che bisogna fare i conti con le casse societarie e qui solo Sindoni può saperlo nè ci permettiamo di chiedere acquisti, ma se, a giudicare dalle dichiarazioni post esonero del coach senese, la prima scelta estiva sarebbe comunque stata il vice Di Carlo, perchè aspettare 6 ko consecutivi sul parquet amico che non si registravano dalla stagione 1995-1996 (quella precedente all’avvento del sindaco alla guida del club) quando la squadra concluse al 16° ed ultimo posto il campionato di serie C1, retrocedendo con un bottino di 1 vinta e 29 perse? Infatti era palese da tempo che il buon Griccioli non aveva in mano tutto il roster e non intervenendo o non potendo intervenire sul mercato con l’ingaggio di un play-guardia Usa con tanti punti nelle mani, sapendo che in casa c’era il sostituto, non aveva senso continuare ad insistere sul tecnico senese, il quale, dopo non essersi mai ufficialmente lamentato la scorsa stagione per i tanti, troppi, infortuni, nell’attuale torneo aveva spesso palesato insofferenza anche in questo senso oltre che fatto intuire che il terzo extracomunitario serviva come il pane ad una squadra che segna 66 punti a gara. Ovviamente ieri Griccioli non ha voluto commentare l’esonero “lasciatemi parlare prima con Sindoni ma prima di rientrare a Siena per Capodanno qualcosa dirò”, le sue parole. Nel dopo tracollo finale contro Avellino, invece, l’ormai ex allenatore (14 vinte e 30 perse il suo bilancio) era stato molto esplicito. “Oggi più che mai è difficile spiegare questo ko – masticava amaro il tecnico toscano -, perchè eravamo 49-49 e tutto ad un tratto è calata la nebbia, abbiamo smesso di attaccare, di prendere l’iniziativa. Fino a lì pur con palle perse anche sciocche eravamo rimasti sempre in gara, con energia offensiva, perché il problema per noi sta sempre lì. Negli ultimi minuti è inconcepibile quel che è successo, abbiamo rifiutato troppi tiri. Spegnersi così all’improvviso è difficile da capire. Non eravamo in tanti e reduci dallo sforzo di Trento, ma la forza la devi trovare nella testa, non nelle gambe. Sono rimasto esterrefatto. Si fa tanto per costruire e poi si finisce così spenti. Non possiamo pensare di tenere sotto i 70 un team di così tanto talento come Avellino. Nelle ultime due settimane abbiamo cercato di lavorare sulla testa. Penso che la spinta deve partire dai veterani ma se loro non si prendono la responsabilità del tiro quando devono che può fare un allenatore? Parleremo di ritocchi sul mercato con la società. Se siamo questi oggi per la prima volta mi vengono dei dubbi, bisogna parlarsi seriamente. Certo con un roster ridotto giocarsi tre gare in una settimana non è il massimo della vita, ma questo incide fino ad un certo punto, è la testa che non va. Io penso che se sei in pericolo di vita scappi anche se non ne hai più, non è che ti fermi aspettando che arrivi la morte”. E la morte sportiva per Griccioli è arrivata l’indomani. Da oggi inizia l’era Di Carlo che quasi sicuramente si consulterà parecchio soprattutto con i famosi veterani, Basile in testa, che hanno inconsapevolmente tradito il suo predecessore. A Pistoia domenica prossima il primo esame ma durante la sosta post giro di boa ci potrebbero essere novità sul mercato con la probabile uscita del lungo georgiano, ma di passaporto italiano, Nika Metreveli, voluto da Griccioli e legato alla Betaland fino al 30 giugno 2017, ma destinato a Caserta a rimpiazzare Amoroso. Sul fronte arrivi si vedrà ma il terzo Usa nella calza della Befana sembra scontato con buona pace dell’ex che ha pagato per tutti il tracollo della Betaland, passata dalla seconda posizione post quarta giornata all’ultima ex-aequo alla vigilia del giro di boa dopo un incredibile 1-9 con 6 ko di fila e 6 sul parquet amico e l’unico successo proprio a Torino, squadra che i paladini precedono in virtù del confronto diretto favorevole e che dopo 14 turni sarebbe retrocessa in A2. Il “nuovo” allenatore Gennaro Di Carlo, fino a ieri assistente del coach senese, da oggi avrà l’onere e l’onore di provare a salvare i biancoazzurri, promosso al ruolo di capo allenatore dal patron Sindoni che, suo malgrado, ha dovuto esonerare per la prima volta un suo tecnico nelle quattro stagioni e mezza di serie A, poichè prima Giovanni Perdichizzi per due tornei, Meo Sacchetti per una e lo stesso Griccioli la scorsa annata, erano riusciti ad iniziare e finire il campionato centrando gli obiettivi. Coach Di Carlo, che sarà coadiuvato nel lavoro dagli assistant coach David Sussi e Jorge Silva Suarez, verrà presentato domani alle 16.30 presso la sala stampa “Di Noto” del PalaFantozzi di Capo d’Orlando. Per il 42enne coach di Santa Maria Capua Vetere, anch’egli, come Griccioli, appartenente alla scuderia Sportlab di Virginio Bernardi, domenica a Pistoia per il primo match del 2016 ma ultimo d’andata prima della sosta per l’All Star Game di Trento, ci sarà il debutto assoluto come capo allenatore in A. Sarà, invece, la seconda volta che prende in corsa un team con il precedente positivo del 2011-2012 in A2 quando si salvò all’ultima giornata a S.Antimo dopo aver preso il posto di Scotto, anche se alla guida di un gruppo forte composto da elementi come Troy Bell, Campbell, Cittadini e Moraschini. Chissà se la Befana gli regalerà un rinforzo sul mercato che il suo predecessore non ha avuto. Intanto il giudice sportivo della Fip ha inflitto alla società un’ammenda di Euro 1.000,00 per offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri ed a Enzo Sindoni l’inibizione a svolgere attività federale e sociale fino al 14 gennaio 2016 per aver tenuto un comportamento offensivo nei confronti degli arbitri e per essere entrato nel terreno di gioco durante un time out.

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    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.