“Sui Nebrodi una cappa che pesa sulla libertà delle persone”

    “Sui Nebrodi una cappa che pesa sulla libertà delle persone”

    “Sui Nebrodi c’è una cappa che pesa sulla libertà delle persone, che va spezzata”, dice il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, illustrando l’inchiesta che tre giorni fa ha portato al fermo d’urgenza, poi confermato dal dal Gip, di nove presunti appartenenti alla mafia dei Nebrodi indagati per associazione mafiosa e tentativo di estorsione, per aggirare il ‘Protocollo di legalità’ voluto dal presidente del Parco, Giuseppe Antoci.
    “L’operazione dei carabinieri – aggiunge il comandante provinciale dei carabinieri di Messina Jacopo Mannucci Benincasa – ha svelato come la mafia dei Nebrodi stia tentando di aggirare i vincoli posti dal ‘Protocollo Antoci’ nell’erogazione dei contributi comunitari in agricoltura”.
    Le indagini hanno permesso di fare luce su una serie di estorsioni di cui erano vittime alcuni imprenditori agricoli, costretti a cedere a esponenti del clan Santapaola ogni diritto su centinaia di ettari di terreno, per acquistare i quali avevano già versato oltre 250mila euro. ” I nove arresti – ha sottolineato il colonnello Mannucci Benincasa – hanno posto fine al clima di terrore, fatto di macabre intimidazioni e violente aggressioni, che ormai si respirava tra gli allevatori della zona”.

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