Sant’Agata Militello, sulla procedura di decadenza Marchese contro Scurria

    Sant’Agata Militello, sulla procedura di decadenza Marchese contro Scurria

    Monta la polemica politica a Sant’Agata Militello dopo l’avvio da parte del Presidente del Consiglio Antonio Scurria del procedimento per la decadenza di cinque consiglieri ((Nicola Marchese, Calogerino Maniaci, Massimiliano Sberna, Enzo Armeli e Achille Befumo) che si sarebbero assentati per tre volte consecutive dalle riunioni del Consiglio. Il capogruppo del Partito Democratico Nicola Marchese attacca senza mezzi termini il Presidente del Consiglio: “Era (e resta) oggettivamente falsa l’attestazione del responsabile dell’Area Affari Generali del 14 Febbraio, richiesta e fatta pervenire al Presidente del Consiglio, che ha poi avviato il procedimento nei miei confronti. Nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori e del ruolo che ricopro – scrive Marchese – nelle occasioni in cui non potevo prendere parte alle sedute per ragioni professionali o di salute, usavo inviare dettagliata (e alle volte documentata) comunicazione a mezzo PEC al Presidente del Consiglio Scurria, nonché in qualche caso anche al Segretario Generale e al Responsabile dell’Area competente. E’ falsa anche la notizia più recente, diffusa ad arte anche questa volta ai miei danni, secondo la quale dopo l’avvio del procedimento io avrei fornito spiegazioni e giustificazioni che il Presidente del Consiglio ha accolto. In verità, è stato il Responsabile del Procedimento che aveva attestato le mie assenze, e senza che io abbia svolto alcuna attività, nè prodotto alcuna controdeduzione o difesa in merito che, guarda caso dopo una mia intervista televisiva, ha comunicato al Presidente del Consiglio di avere stranamente rinvenuto, soltanto ora, le comunicazioni inviate al tempo delle assenze. Il Presidente – afferma ancora il consigliere Marchese – si è limitato a prendere atto di tale nota, facendomi comunicare nella tarda mattinata di ieri un suo provvedimento di archiviazione del procedimento. Resto allibito e incredulo che possa essersi messa in discussione la mia permanenza in Consiglio sulla base di dati oggettivamente falsi, laddove peraltro il Presidente del Consiglio doveva essere a conoscenza di tali comunicazioni, in quanto sempre diretto destinatario delle stesse, attraverso il protocollo generale dell’Ente. E del resto, ove così non fosse stato, le comunicazioni non sarebbero state certamente rinvenute; se pure non si sa bene dove e da chi. Più in generale è veramente sconcertante sentire il Presidente del Consiglio parlare di una normale verifica di routine delle assenze ai fini della decadenza, se è vero come è vero che in oltre cinquant’anni di applicazione della norma, ciò è accaduto a Sant’Agata una sola volta prima di questa e per un solo consigliere comunale resosi lungamente assente, cui il fatto era stato contestato nell’immediatezza, poi dimessosi volontariamente”.

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