La Betaland pensa a Cantù facendo tesoro di Rimini

    La Betaland pensa a Cantù facendo tesoro di Rimini

    CAPO D’ORLANDO Terminata la caccia al piccione, ovvero Gennaro Di Carlo da molti indicato come il capro espiatorio del bruciante ko con Reggio Emilia in Coppa Italia, la Betaland, che a Cantù il 26 alle 17.30 deve avere di più dai vari Tepic, Diener e Delas, da ieri, con capitan Nicevic ormai recuperato, si concentra sulle ultime undici gare della regular season di serie A dove difendere il prezioso posticino nei play-off scudetto che finora si è ampiamente meritata. Al di là dei dettagli che quando c’è tanto equilibrio come in tutte le final eight di Rimini fanno comunque la differenza, l’errore tecnico del coach casertano sulla gestione finale ed in qualche altro frangente del quarto di finale, non può certo far dimenticare che Di Carlo è stato l’artefice principale della miracolosa salvezza della scorsa stagione quando prese una squadra che faceva acqua da tutte le parti, ed ancor di più quello che ha portato i biancoazzurri ad occupare in pianta stabile un posto tra le prime otto nella griglia nelle prime 19 giornate (10 vinte e 9 perse) tanto da essere indicato come l’attuale favorito per il premio di tecnico dell’anno. “Il nostro allenatore ha ordinato ben prima il fallo che è stato poi commesso solo a 9″ dalla sirena – lo difende il decano dei dirigenti, Ciccio Venza -, poi tutti i filosofi della pallacanestro possono discutere e fare congressi sulla decisione del nostro coach che, però, è quello che ci ha portati al quinto posto alla fine del girone di andata e che ci ha regalato una grande salvezza l’anno scorso e per il quale c’è la massima fiducia visto che è il nostro futuro e c’è grande voglia di riprovarci”. Una difesa d’ufficio dovuta e soprattutto voluta al termine della seconda esperienza del genere per il club dopo quella sfortunata di 9 anni fa contro Biella, nell’edizione forse più incerta della competizione visto che tutte le gare sono state equilibrate, quasi una sorta di play-off anticipati, confermando che la Betaland a quel tavolo merita e può starci. Fino al 7 maggio, però, bisognerà lottare ancor di più per difendere la griglia, consci che realisticamente con il prepotente inserimento di Trento (l’unica imbattuta del primo scorcio del girone di ritorno) i posti liberi per i play-off restano due con ben 6 squadre in lotta racchiuse in due soli punti. “Penso che con 30 punti si possa essere tra le prime 8 e se dovessimo vincere le restanti 5 partite casalinghe ce la potremmo e dovremmo fare” commenta il giovane Giuseppe Sindoni, anch’egli in corsa se non strafavorito per il premio di direttore sportivo dell’anno in A.

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    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.