L’appello dei sindaci per il Barone Romeo di Patti

    L’appello dei sindaci per il Barone Romeo di Patti

    I sindaci del Distretto Socio-Sanitario D30 si mobilitano per l’Ospedale Barone Romeo di Patti. In un documento inviato al Presidente della Regione, all’Assessore Regionale alla Sanità e alla deputazione regionale messinese, i sindaci chiedono di “riconsiderare la classificazione del Presidio Ospedaliero di Patti e ad individuarlo quale Ospedale di Primo Livello” e di “essere convocati in audizione sulla problematica, unitamente all’Assessore Regionale alla Salute, presso la VI Commissione permanente dell’Assemblea Regionale Siciliana”.
    I Sindaci ricordano che “l’Ospedale Barone Romeo di Patti da decenni è al servizio del vasto comprensorio rappresentato dal Distretto socio sanitario D30 e anche dai tanti altri comuni limitrofi garantendo alle nostre comunità il diritto di accesso alle cure costituzionalmente previsto e garantito. L’Ospedale ha una collocazione baricentrica nella costa tirrenica del messinese anche per i Comuni dell’entroterra e vanta una struttura assai invidiata nell’intera realtà sanitaria regionale. Attualmente – si legge ancora nel documento – sono attivi presso l’Ospedale di Patti i seguenti reparti: cardiologia – UTIC, chirurgia generale, chirurgia vascolare, medicina generale, geriatria e lungodegenza, oculistica, otorino, UTIN –pediatria –neonatologia, ostetricia e ginecologia, anestesia e rianimazione, radiologia, nefrologia  e dialisi, ortopedia, oltre il pronto soccorso”.
    L’ospedale – scrivono i sindaci – è punto di riferimento della zona tirrenica del Messinese per tutti i pazienti, affetti anche da gravi patologie, che il nosocomio pattese ha sempre trattato con grande professionalità stante l’esistenza del reparto di anestesia e di rianimazione nonché per le emergenze cardiologiche con l’UTIC e il costituendo reparto di emodinamica. Inoltre, con  900 parti nel solo anno 2016, il punto nascite pattese rappresenta l’eccellenza nella Neonatologia Regionale con la presenza anche dell’UTIN e la recente attivazione del servizio STEN. L’Ospedale di Patti è quindi “imprescindibile punto di riferimento della zona ed appare pertanto naturale che sia classificato come Ospedale di Primo livello”. Stando alla nuova bozza di piano di riordino della rete Ospedaliera “sembrerebbe che sia intenzione classificare la nostra struttura come Ospedale di base che, avrebbe diritto ad almeno 4 reparti, oltre al pronto soccorso. Conseguenza di tale riclassificazione sarebbe la certezza di mantenere solo i 4 reparti base, oltre al pronto soccorso e la possibile chiusura di tutti gli altri reparti, che non potrebbero più erogare neppure i vari servizi a supporto dei reparti superstiti. Ciò comporterebbe, inoltre – secondo i sindaci – che in circa 100 KM, distanza autostradale che intercorre tra Taormina e Barcellona – vi sarebbero un Ospedale HUB (Policlinico) e ben 4 Ospedali di Primo livello (Papardo, Piemonte – Neurolesi, Taormina e Milazzo –Barcellona), mentre nei successivi 100 e più KM, tra Falcone e Tusa, vi sarebbero solo due Ospedali di base (Patti e S. Agata Militello – Mistretta), con il conseguente venir meno della pari opportunità di accesso alle cure da parte delle nostre comunità. Che una eventuale riduzione del numero dei reparti avrebbe un grave impatto sul comprensorio sia per quanto riguarda l’incomprimibile diritto alla salute dei cittadini ma anche – altro dato da non sottovalutare – sotto il profilo  economico in una zona già gravemente in difficoltà, con diminuzione degli occupati nel nostro ospedale e nell’indotto ed, ancora, le famiglie sarebbero costrette a sobbarcarsi maggiori costi anche per semplici controlli diagnostici”.

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