Che fine hanno fatto l’aeroporto del Mela e le promesse “indiane”?

    Che fine hanno fatto l’aeroporto del Mela e le promesse “indiane”?

    Che fine ha fatto il mecenate indiano Mahesh Panchavaktra che doveva costruire l’aeroporto nella Valle del Mela? Lo chiede l’associazione messinese Freedem che ricorda l’impegno dell’imprenditore indiano e del presidente della Regione Rosario Crocetta che entro il 25 febbraio si doveva stipulare il protocollo d’intesa tra la Regione e il gruppo indiano. “Ad oggi, però, nessuna comunicazione da Palermo, né da New Delhi -ribadisce Alessandro Russo presidente di Freedem – A margine delle pompose dichiarazioni aeroportuali, il gruppo indiano promise inoltre, con tanto di conferenze stampa e di incontri al vertice coi dirigenti interessati, di donare alla scuola superiore “Bisazza” di Messina la realizzazione di una palestra, struttura da sempre inesistente, da edificare con mezzi e risorse tutte proprie della holding indiana. Ci piacerebbe conoscere qualche notizia in più rispetto alle solenni dichiarazioni dei mesi scorsi al fine di sgomberare il campo dal dubbio che quelle occasioni altro non furono che chiacchiere e fumo gettato negli occhi dei cittadini messinesi, che pure tanto si appassionarono – giustamente – al dibattito. Più che altre parole solenni, ci piacerebbe richiamare l’attenzione dei protagonisti ai fatti conseguenti che necessariamente avrebbero dovuto discendere da quelle parole. E’ segno di serietà politica, e certamente segno di maggiore serietà imprenditoriale, resocontare stabilmente all’opinione pubblica l’andamento delle proposte, accompagnandole con i passaggi operativi concreti che si comunicano all’opinione pubblica. Questa città e la sua provincia sono da decenni appese alle belle promesse, ai sogni alati, ai propositi immaginifici di un classe politica che – a fronte della disperazione dei cittadini – fa “cassa” elettorale senza dover rendere conto di quanto dichiarato. Qualcuno, da Palermo e da New Delhi torni a Messina ed affronti a viso aperto la città, dicendo il perché nulla del previsto è stato fatto, in termini aeroportuali e in termini di palestre scolastiche. Chiarisca quanto di quello che è stato strombazzato sia vero o percorribile – a leggi, regolamenti e finanziamenti vigenti.  Stabilisca una volta per tutte cosa e se ci sia ancora qualcosa di concreto in quelle faraoniche dichiarazioni di dicembre. Crediamo che non si possa più giocare con la voglia di diritti della città, che non si debba trattare i messinesi come primitivi attratti dagli specchietti e dai bottoni, che si debba essere seri e maturi soprattutto se si rivestono ruoli politici – o imprenditoriali – importanti”.

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