La Betaland a Varese per la cinquina da record

    La Betaland a Varese per la cinquina da record

    La Betaland Capo d’Orlando si è portata qualche acciacco fisico a Varese dove affronterà alle 17.30 l’Openjobmetis di coach Caja. Infatti i due playmaker, Ivanovic e Laquintana (nella foto Ciamillo), hanno accusato qualche problema e, soprattutto il secondo, rischia di saltare il match che vale la conferma del quarto posto rendendo ancor più complicato il match contro un team lombardo che, come l’Orlandina, ha vinto le ultime quattro gare di campionato e sono così lanciati verso un finale di gara oltremodo positivo. “Non possiamo aspettarci che tutte le domeniche vadano nello stesso mod – spiega Dominique Archie -, spesso dipende anche dai nostri avversari, altre volte può dipendere dal altri fattori a noi connessi, noi ovviamente cerchiamo di fare sempre meglio possibile. Per battere Varese dovremo innanzitutto fare bene ciò che sappiamo fare, muovere la palla velocemente e aggredire in difesa. Se sapremo sfruttare le nostre caratteristiche in modo giusto avremo chances di battere Varese. Forse è il sistema a farmi sembrare un giocatore migliore, ma ho giocato anche in altri sistemi e ho sempre cercato di giocare ben. Non so se sono un giocatore diverso da quando sono arrivato a Capo la prima volta, ma cerco di fare sempre al meglio delle mie possibilità. A volte inizio la gara in quintetto, altre no, secondo me è una cosa buona. Cambiare ogni tanto rende tutti i giocatori partecipi del progetto. Non importa chi parte in quintetto, tutti possiamo farlo e questo dà grande fiducia a tutti e chiunque inizia o subentra farà sicuramente bene. Sul mercato non so nulla, noi cerchiamo di fare del nostro meglio già adesso, ma chiunque arriverà, se arriverà, ci darà una mano. Non ho ancora né pensato, né parlato con nessuno del futuro, questa stagione è ancora in corso, sarà una cosa che affronterò, ma non adesso. Siamo quarti adesso, quindi per i playoff penso che avremo grosse probabilità, riguardo la posizione che occuperemo alla fine in classifica non voglio ancora sbilanciarmi. Cerchiamo di approcciare aggressivamente ad ogni partita. Non mi interessa e non penso mai prima di giocare se gli avversari sono o meno in un buon momento. Non penso mai che una squadra possa batterci, mi concentro su quello che noi possiamo fare. Sia noi che loro proveremo a continuare la striscia positiva, sarà sicuramente una gara tosta. Che differenze ci sono tra l’Orlandina che ho trovato al primo anno (A2 2013/14, ndr)? Per molte cose Capo è la stessa di allora, ma nei primi anni forse c’era meno pressione, se vincevi bene, se perdevi non era un dramma. Non è un dramma neanche adesso, ma giorno dopo giorno vogliamo migliorarci e provare a vincere sempre. C’è un filo di pressione in più e io preferisco sia così». Coach Gennaro Di Carlo: «La prossima sarà una gara molto delicata, se vogliamo continuare a crescere bisogna andare a Varese a vincere. Rappresenta un imbuto attraverso il quale bisogna passare se si vuole diventare grandi. Credo che Varese sia una formazione altamente competitiva, che nel girone di ritorno ha vinto 5 gare su 8, una meno di noi. Una formazione che qualche settimana fa era nelle parti basse della classifica, ora invece può puntare ai playoff. Ha gerarchie chiare e ha anche tratto beneficio dall’uscita dalla coppa. Una squadra di talento perché Maynor, Johnson ed Eyenga sono giocatori che possono vincere ovunque. Hanno battuto Avellino infatti. Passare a Masnago sarà importante, ma difficile. Arriviamo da 4 vittorie consecutive, ma questo non vuol dire che andremo a Varese in pellegrinaggio, siamo professionisti, il desiderio più grosso è quello di andare a vincere a Varese. Oggi la difficoltà è forse far passare l’idea che dobbiamo vincere a Varese. Dobbiamo fare di tutto affinché questo accada per dimostrare che siamo una squadra solida. L’importante non è il record delle cinque vittorie, l’importante è che siamo nei primi 4 posti e che vogliamo restarci. Se non arriverà la vittoria andremo avanti nel nostro percorso. Oggi non abbiamo altra chance che andare a Varese e vincere. Ci sono i playoff da conquistare matematicamente, se vogliamo essere ambiziosi dobbiamo pensare di vincere il maggior numero di partite delle 7 che mancano. L’atletismo non è la nostra prima arma. Dovremo contrapporre le nostre armi anche all’atletismo di Varese, che non è la loro unica dote. Rimanere in partita, concentrati fino alla fine ci ha permesso di conquistare vittorie come Cremona, Caserta, Torino, Brescia. Le squadre stanno preparando le partite contro di noi cercando di fermare la nostra circolazione di palla, noi dobbiamo essere forti ad opporci. Il tiro di Stojanovic che ha spaccato la partita contro Caserta per me significa che la squadra sta crescendo, sta diventando grande. Quel tiro era l’unica possibilità che avevamo in quell’azione, l’unica che Caserta ci aveva concesso. Caserta ha difeso e giocato un’ottima gara contro di noi. Stiamo avendo una crescita stabile e equilibrata, non so dove arriveremo alla fine, ma bisogna tenere a mente che stiamo continuando un percorso chiaro e definito». Sul fronte locale parla coach Attilio Caja. «Dobbiamo ripartire dopo il difficile match vinto contro Brescia alzando l’asticella ed affrontando una squadra come Capo d’Orlando che si trova in quarta posizione in classifica non a caso. L’Orlandina è una squadra di grande qualità composta da giocatori veramente importanti: il primo da citare è senza dubbio Drake Diener, una sicurezza del nostro campionato; a seguire Dominique Archie, un lungo dalla doppia dimensione capace di colpire sia dalla distanza che da vicino, e infine Nikola Ivanovic, che ha ben sostituito Bruno Fitipaldo dimostrandosi un ottimo realizzatore. Queste sono le punte principali della Betaland, attorno al quale girano giocatori “nuovi” che sono molto cresciuti da inizio stagione: parlo di Vojislav Stojanovic, Mario Delas, Tommaso Laquintana, Antonio Iannuzzi, giovane che osservo da parecchi anni, e Milenko Tepic, vero uomo squadra. Dovremo fare una partita di grande attenzione difensiva e di fisicità, soprattutto su alcuni giocatori. Sarà importante rimanere concentrati sui loro giochi in attacco trovando delle soluzioni alle loro svariate proposte difensive».

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    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.