Calcio, l’Uisp Nebrodi perde un club storico: Paolo Gullà Brolo

    Calcio, l’Uisp Nebrodi perde un club storico: Paolo Gullà Brolo

    Con una clamorosa e rumorosa protesta dopo quasi 25 anni di appartenenza e militanza nella lega Uisp Nebrodi la società di calcio amatoriale intitolata al compianto Paolo Gullà, giovane strappato alla vita nel luglio 2012 da un incidente con la moto, ha, suo malgrado, deciso di non continuare più la propria partecipazione all’attuale campionato 2016/2017 che la vedeva seconda in classifica dietro la capolista Swt Gioiosa ed in semifinale di Coppa che lo scorso anno aveva vinto. Ad ufficializzare questa triste e sofferta decisione, il mister Pippo Gullà, papà dell’indimenticabile Paoletto che d’ora in avanti vivrà sotto altra veste ed in ambiti diversi dal torneo di calcio amatori.pippo e paolo gullà Proprio per questo una decisione presa con forte senso di dolore e svuotamento, come presa di coscienza di un percorso che si conclude senza possibilità di passi indietro. “Abbiamo fatto parte per quasi 25 anni della Lega Uisp – spiega Pippo Gullà – e crediamo di aver dato tanto, condividendone percorsi e obiettivi. Con molte squadre abbiamo stretto rapporti personali che vanno al di là della semplice gara agonistica. Ma oggi, purtroppo ed a malincuore, abbiamo deciso di lasciare in quanto totalmente in contrasto e in disaccordo con il modo di amministrare, condurre e gestire la Lega. Una Lega che, a nostro umile giudizio, non è riuscita nè ad aggiornarsi nè a rinnovarsi, sperando che questo nostro gesto serva almeno a questo”. Una protesta che fa rumore quando mancano solo 3 partite alla chiusura di un campionato sempre più povero e con appena 11 club superstiti. Di sicuro un addio che lascerà strascichi, anche se la prima conseguenza sarà la squalifica per 5 anni di tutti i tesserati della Paolo Gullà Brolo come prevede il regolamento. Ma i problemi ed i malesseri restano ed andrebbero risolti prima che l’esodo continui.

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    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.