Terme Vigliatore, bilancio votato solo dalla maggioranza, l’opposizione all’attacco

    Terme Vigliatore, bilancio votato solo dalla maggioranza, l’opposizione all’attacco

    TERME VIGLIATORE – Solo la maggioranza ha discusso e votato i punti sulla manovra finanziaria e sul bilancio di previsione. L’opposizione, ad inizio seduta, dopo aver chiesto invano l’integrazione all’ordine del giorno dei punti richiesti con una nota del 19 aprile scorso, ha abbandonato l’aula. In un documento inviato anche al prefetto di Messina, ha denunciato il mancato rispetto del regolamento del consiglio comunale e la violazione commessa dal presidente del consiglio, Domenico Genovese. Erano stati i consiglieri, Carmelo Costantino, Antonino Cipriano, Tania Papa, Eleonora Ferrara, Katiuscia Napoli, Tommasa Sottile e Matilde Trifiletti, a presentare, oltre venti giorni fa, una richiesta di autoconvocazione su quattro argomenti: l’emergenza ambientale alla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, il progetto sull’illuminazione pubblica, il piano di riequilibrio dei debiti del comune e il piano regolatore generale. In particolare i consiglieri del Pd e di “Nuova Rinascita” avevano chiesto notizie sullo sversamento di percolato dalla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, preoccupati del fatto che la “spremuta” dei rifiuti finiva nel torrente Mazzarrà, dove ci sono i pozzi idrici di Terme Vigliatore e di Furnari. Altri argomenti ritenuti “caldi” sono l’approvazione dello schema di convenzione con project financing, sul progetto di risparmio energetico ed efficientamento dell’impianto di pubblica illuminazione, poi il piano di riequilibrio dei debiti del comune e lo strumento urbanistico. Nessuno di questi argomenti è stato inserito nella convocazione del consiglio di tre giorni fa e da questo è scaturita la denuncia dei consiglieri. “Non voleva essere una mancanza di rispetto nei confronti dell’opposizione, ha replicato il presidente del consiglio, Domenico Genovese e so che i punti richiesti sono stati già esitati dall’esecutivo; ho anche inviato una lettera ai sette consiglieri, per spiegare la situazione, non dimenticando che, per il bilancio, c’era la spada di Damocle del commissario.”

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