I commenti finali dello staff tecnico orlandino

    I commenti finali dello staff tecnico orlandino

    Gennaro Di Carlo: «Stasera volevo salutare tutti voi con le persone che insieme a me hanno costruito questa stagione di successi: Flavio Fioretti, David Sussi e Jorge Silva Suarez, i miei tre assistenti, e il nostro preparatore atletico Salvatore Poma. Sono state le persone che tutti i giorni con me hanno costruito tutto questo e mi hanno insegnato tanto. Grazie a tutti loro siamo riusciti ad ottenere questi risultati. Per quanto riguarda la partita credo che stasera sia venuta fuori la differenza tra noi e Milano. Non hanno avuto una stagione positiva in Eurolega, ma rispetto a noi sono sicuramente di un altro livello. Ci tenevamo a dare tutto, nei primi due quarti abbiamo avuto un approccio sbagliato, non sembravamo l’Orlandina, sembravamo una squadra anarchica. Nello spogliatoio li ho richiamati all’ordine, ho detto che potevamo anche perdere di 50 punti, ma dovevamo fare quello che abbiamo sempre fatto fino ad oggi. Non sono ovviamente contento di aver perso, ma sono contento che abbiamo dato il massimo sia in questa serie playoff che in tutta questa stagione. In bocca al lupo a Milano per il prosieguo dei playoff. Per quest’anno va bene così, ma l’anno prossimo, con un briciolo di presunzione, cercheremo di ottenere risultati ancora più grandi. Abbiamo giocato tutta la stagione con tanti infortuni, ci davano ultimi e retrocessi, ma siamo arrivati a Gara-4 contro Milano e abbiamo sviluppato un grande livello di gioco, abbiamo vinto 15 partite in campionato, abbiamo vinto Gara-1 al Forum e siamo contenti del risultato. Saluto Voja Stojanovic, che avrebbe voluto, come tutti noi, giocare questi playoff, ma tornerà l’anno prossimo più forte di prima e lo aspetto. Coach Repesa è stato molto gentile e disponibile con me, ha accettato il mio invito a bere una birra, mi ha dato qualche dritta e dei consigli che mi terrò ben stretti, sono contento che mi abbia fatto dei complimenti e ovviamente l’anno prossimo sarà difficile per me fare un campionato come questo o di livello simile. Capo d’Orlando è un posto stupendo ed è bellissimo vivere qui. Gli ultimi complimenti e ringraziamenti voglio farli al pubblico, che è stato straordinario e ci ha sostenuto in ogni momento della gara. Voglio per ultimo ringraziare Sandro Nicevic, che in questi due anni è stato di grandissimo aiuto e sostegno per me. Se stasera dovesse essere stata la sua ultima partita sarebbe una grande perdita per noi».
    Flavio Fioretti: «È stata un’esperienza bellissima, a inizio anno ci davano retrocessi e invece col nostro lavoro quotidiano e la nostra programmazione siamo riusciti a ribaltare il pronostico e vincere Gara-1. In questa serie playoff abbiamo dimostrato che non è stato un caso essere arrivati a questo punto. Abbiamo raggiunto il sogno, l’obiettivo dei playoff e ripartiremo da qui».
    Jorge Silva Suarez: «Da quando sono arrivato a Capo d’Orlando ho capito, grazie a quello che mi raccontavano, l’affetto che la città aveva per questa squadra. Tutta la crescita da quando sono arrivato, dalla Serie B fino ad adesso, è stata talmente veloce che non ce ne siamo neanche resi conto».
    David Sussi: «I miei 5 anni a Capo sono accomunati dalla grande ambizione di questa società. Io ho firmato con l’Orlandina in Serie B1, una società che nell’arco di 10 anni è tornata in Serie A e ai playoff scudetto ripartendo da capo. Per stare in questo club devi credere in questa mentalità, è bello e stimolante e ti dà grandi ambizioni».
    Salvatore Poma: «Ero tifoso della Betaland fin dai tempi di Pozzecco, venivo a vedere le partite contro l’Olimpia ed esserne parte è qualcosa di speciale. Non so esprimere le sensazioni che ho provato in questa bellissima stagione. Ho subito capito quanto era bello questo posto quando il 20 agosto, arrivato a Capo d’Orlando e conoscendo il coach, aveva già le idee chiare sul fatto che volesse fare i playoff».

    Condividi:
    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.