Anche Little Sicily incorona la Betaland Capo d’Orlando

    Anche Little Sicily incorona la Betaland Capo d’Orlando

    CAPO D’ORLANDO Di fronte ad una Piazza Matteotti gremita, che ha accolto con grande calore ed entusiasmo atleti, staff e dirigenza, nella serata di ieri il Comune di Capo d’Orlando ha premiato la Betaland Capo d’Orlando, che rappresenta l’intera Regione nel panorama sportivo nazionale. La cerimonia si è svolta all’interno della manifestazione orlandina “Little Sicily”, giunta alla sua sesta edizione e dedicata alle eccellenze siciliane. Il Sindaco Franco Ingrillì e l’assessore comunale allo sport Rosario Milone hanno premiato il Direttore Sportivo Peppe Sindoni, eletto miglior dirigente del campionato di Serie A Poste Mobile 2016/17 e Sandro Nicevic, in qualità capitano della Betaland Capo d’Orlando. La Betaland è la vincitrice morale della serie dei quarti di finale play-off sulla carta impari contro i campioni d’Italia in carica dell’EA7, grandi favoriti per il bis tricolore (sarebbe il 28° titolo) anche se Trento in semifinale (spazzata Sassari nei quarti) ed una tra Avellino (3-0 su Reggio Emilia) e Venezia (3-1 a Pistoia) nell’eventuale finale hanno pronte le trappole per ribaltare il pronostico. I paladini non le hanno potuto far scattare o lo hanno fatto solo in parte poichè affrontare un avversario più forte e dal roster profondissimo senza Stojanovic e con un Archie più che a mezzo servizio, dovendo per giunta farlo ogni 48 ore, ha influito pesantemente soprattutto alla distanza dopo la prova super della gara di apertura al Forum. Non ingannino i 41 punti di scarto globali a favore delle scarpette rosse maturati nei successivi tre incontri e di certo non devono far pensare che il pallino lo abbia avuto solo Milano, poichè, ripetiamo, i paladini non sono arrivati lì per caso ed hanno reso avvincente e la più emozionante la serie del tabellone parte alta. Non sono bastati cuore, orgoglio e calore del PalaFantozzi ed il rientro dell’mvp della stagione, Archie, cui va il plauso doppio perchè ha rischiato un infortunio più serio pur di non mancare, risultando anche il migliore tra i biancoazzurri, a quella che è poi stata l’ultima gara di una stagione straordinaria, condita dalla seconda qualificazione alla post season e della prima storica vittoria nei playoff, con un bilancio di 11 vinte e 6 perse nel fortino di casa. “La squadra ha scritto la storia – commenta il presidente onorario e patron Enzo Sindoni – ed avrebbe voluto aggiungere un altro capitolo perchè io credevo senza presunzione, come avevo detto in tempi non sospetti, alla nostra possibilità di allungare la serie fino a gara5 che, credo, sarebbe stata comunque incerta pur con il fattore campo sfavorevole. Il nostro sogno si è comunque materializzato portando la corazzata Milano alla quarta il che significa un passettino in più rispetto alla precedente apparizione alla post season nel 2008 quando Avellino ci battè 3-0”. Il figlio Giuseppe, il vero trionfatore della stagione dei record avendo stravinto il premio come miglior dirigente italiano, nel suo tweet post gara ricorda i protagonisti dell’impresa. “Niko, Giorgio, Tommy, Marietto, Drake, Kiko, Tepa, Janis, Voja, Dom, Iannu, Sandro, Andrea, Mario, Bruno e Zozo grazie per sempre”, riferendosi ai nomi o nomignoli dei 12 andati a referto contro Milano oltre a Ihring e Stojanovic che fanno parte del roster, e Fitipaldo e Perl, ceduti sul mercato. Infine il coach ha voluto accanto lo staff tecnico al completo, ovvero i suoi assistenti Flavio Fioretti, David Sussi e Jorge Silva Suarez, più il preparatore atletico Salvatore Poma. Unico neo dell’ultimo doppio impegno della stagione la pesante multa di 3000 euro per la recidiva (e diffida) del mancato funzionamento dell’istant replay in garatre, cui si sono aggiunti 500 euro per qualche protesta dei tifosi in gara4.

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    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.