Operazione “Linea d’Addio 2”: chiuso il cerchio sulla banda di rapinatori, 8...

    Operazione “Linea d’Addio 2”: chiuso il cerchio sulla banda di rapinatori, 8 arresti

    Sono stati definitivamente incastrati dalla Polizia i componenti della pericolosa banda, protagonisti di violente incursioni criminali in abitazioni del messinese e palermitano tra l’ottobre e il dicembre del 2016.
    Grazie al lavoro investigativo svolto dai poliziotti del Commissariato di P.S. di Patti, coordinato dalla Procura della Repubblica di Patti si è giunti oggi a chiudere il cerchio e a smascherare le gravi responsabilità in capo ad una banda di malviventi, che privi di alcun scrupolo e con violente scorribande, si ingegnavano per mettere a segno tutta una serie di colpi presso abitazioni private, per lo più ville isolate, del messinese e palermitano, spesso incutendo terrore alle loro vittime.
    All’alba di questa mattina, i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti, coadiuvati dai colleghi del Commissariato P.S. di Termini Imerese e del Posto Fisso di Polizia di Tortorici, hanno dato esecuzione all’ordinanza di misure cautelari emessa dal GIP, dr. Andrea La Spada, su richiesta del Sostituto Procuratore D.ssa Giorgia Orlando, con la quale risultano chiare le responsabilità di otto individui.
    Sette gli esponenti della banda ad essere stati raggiunti da misura cautelare in carcere: Gianluca Terrana, classe 1986 di Termini Imerese (ritenuto il capo della banda); Angelo Incardona, classe 1976 di Campofelice di Roccella; Giuseppe Augetto, classe 1987 di Termini Imerese; Francesco Lamia, classe 1988 di Termini Imerese; Antonino La Bua, classe 1989 di Termini Imerese; Robert Costantin Aioani, nato in Romania nel 1995; Iulian Georgian hatos, nato in Romania nel 1994. Ai domiciliari invece è finito Franco Galati Rando, classe 1969, residente a Tortorici.

    La prima fase delle indagini è scattata dopo la violenta rapina ai danni dei coniugi anziani di Ucria, sorpresi in piena notte nel sonno, nell’ottobre 2016, nella loro abitazione dai malviventi, che incappucciati e armati di coltello e mannaia, li derubavano con violenza di tutto ciò che di valore i due possedevano in casa e addosso, tenendoli, altresì, sotto sequestro, mentre i malviventi raggiungevano e razziavano una seconda abitazione sita a Capo D’Orlando, i poliziotti riuscivano nello scorso mese di gennaio, a bloccare i pericolosi criminali, individuando a loro carico tutta una serie di responsabilità non solo per la predetta rapina, ma anche per la commissione di altri furti in abitazione, messi a segno a Termini Imerese e a Sant’Agata di Militello.
    Da allora, grazie ad un lungo lavoro investigativo è stato possibile individuare e rivelare una pluralità di soggetti, risultati assiduamente impegnati in una frenetica attività di procacciamento di illeciti profitti, nonché a delineare i contorni di un sodalizio criminoso ben costituito ed organizzato, oggi ritenuto responsabile non solo dei fatti già accertati nella prima fase di indagine, ma di tutta una serie di nuovi fatti, commessi anche attraverso violenza diretta alle vittime.
    Una organizzazione che passa attraverso un collaudato modus operandi che parte dalla condivisione informativa dei luoghi e delle abitazioni da colpire, passando poi dai relativi sopralluoghi fino al raggiungimento degli illeciti, emergendo, così, il sistematico ricorso a veri e propri “copioni”, messi in atto mediante il sapiente coordinamento dell’operato di più persone dislocate in posti diversi con specifica ripartizione di ruoli.

    Tra gli arrestati spicca la figura di Terrana, promotore ed organizzatore delle attività illecite imputabili alla banda. Svolge una funzione di minuziosa pianificazione e preparazione dei “colpi” da eseguire, sia tenendo i contatti a monte con i “basisti” Incardona e Galati Rando dai quali acquisisce le informazioni necessarie all’individuazione degli obiettivi e alla esecuzione degli illeciti, sia procedendo ad accurati sopralluoghi preventivi sui luoghi prescelti, studiandone i relativi percorsi. Funge da raccordo delle attività dei sodali e, generalmente, rimane all’esterno delle abitazioni delle vittime a coordinare le materiali condotte dei complici durante gli assalti criminali, rivolgendo loro precisi ordinativi che vengono dagli stessi eseguiti, recuperando gli uomini alla fine o nel momento della fuga. Accompagna sui luoghi gli associati, dallo stesso ritenuti abili e affidabili per operare nelle incursioni nelle case prescelte, decidendo addirittura l’abbigliamento da indossare. Dispone, organizza e dirige attraverso un collaudato linguaggio metaforico, denominando le azioni criminali come “campionato di calcetto”, ovvero definendo le stesse, soprattutto nella loro fase operativa, come “operazioni” mutuando chiaramente la terminologia dal gergo militare.
    La Bua, Lamia e Augetto sono collaboratori perfettamente a conoscenza delle attività del sodalizio, cui partecipano di volta in volta fattivamente, conseguendone parte dei proventi. Rappresentano i fedeli collaboratori di Terrana, quasi sempre presenti fisicamente nell’esecuzione dei colpi; mettono a disposizione i propri veicoli per gli spostamenti, per i sopralluoghi e per l’esecuzione dei delitti.
    Incardona è soggetto di vertice che, alla stregua di conoscenze imputabili ad attività personale o discendenti da qualificate relazioni con ulteriori fonti, dispone di un preciso patrimonio informativo connesso a selezionati obiettivi per le azioni criminali del gruppo e le mette a disposizione di esso dietro corrispettivo, interloquendo tendenzialmente con Terrana. Partecipa personalmente ad alcuni colpi e, comunque, interviene direttamente al bisogno per assicurare la fuga dei sodali.
    Altra figura di “basista” è Galati Rando, fonte di cui ci si avvale per la selezione di obiettivi per attività criminali da compiere nel messinese e segnatamente nel territorio nebroideo.
    Infine, i rumeni Aioani e Hatos costituiscono manifestamente la pericolosa manovalanza delle cui attitudini ed abilità fisiche il sodalizio si avvale, disponendone secondo le esigenze, governandone i movimenti, conducendoli sui luoghi del delitto e recuperandoli a conclusioni delle operazioni criminali o in caso di fuga.

    L’intensa attività di indagine ulteriormente svolta ha permesso di evidenziare la pericolosità del gruppo e di individuarne le responsabilità dei sodali in relazione ad una serie infinita di scorribande, oltre quelle già evidenziate.
    Tra questi, tre furti in abitazione perpetrati nella notte tra il 2 ed il 3 dicembre scorsi a Lascari ed altro nella notte del 14 dicembre a Campofelice di Roccella, ove emergono chiare le modalità sistematiche di intervento del gruppo criminale, che opera, con metodi ben definiti e tempistiche ravvicinate.
    L’organizzazione della banda e la sua pericolosità emergono ampiamente nella violenta tentata rapina in abitazione a Termini Imerese la sera del 10 dicembre, laddove i malviventi, questa volta, armati di pistole e tutti travisati, con scuri passamontagna, sciarpe e guanti facevano irruzione all’interno di una abitazione sita in zona di campagna, intimando, sotto la minaccia delle armi, alle tre donne anziane presenti di entrare nella stanza accanto. La riluttanza opposta da una delle donne, colpita da malore, scatenava la aggressività dei criminali, che iniziavano a schiaffeggiare le malcapitate, scaraventandole per terra. La brutale azione criminosa veniva interrotta ed i tre erano costretti a darsi a precipitosa fuga nelle campagne circostanti, grazie alle grida lanciate dalle donne, che attiravano l’attenzione di parenti, vicini di abitazione, che intervenivano in soccorso, ritrovandosi anche essi coinvolti nell’aggressione e ricevendo dai malviventi violente percosse. In questa occasione, un ulteriore elemento di carica criminosa è rappresentato dal nuovo e più evoluto modus operandi della banda, che, per la prima volta, dall’inizio dell’osservazione del sodalizio, ha fatto ricorso all’utilizzo di armi.

    Condividi: