Patti, al Tribunale come in Chiesa: “No agli abiti succinti e alle...

    Patti, al Tribunale come in Chiesa: “No agli abiti succinti e alle ciabatte”

    Al Tribunale come in Chiesa. La sacralità del luogo dove viene celebrata la giustizia deve essere rispettata a partire dall’abbigliamento. E’ il senso della disposizione dettata dal Presidente del Tribunale di Patti Bruno Finocchiaro che ha dettato il decalogo delle regole da osservare. Un mese fa, analogo provvediemtno era stato preso dal Tribunale di Arezzo. A causa della calura estiva, infatti, è stato notato “che l’abbigliamento usato dall’utenza che frequenta il Tribunale di Patti è spesso inadeguato (bermuda, abiti succinti, pantaloncini, magliette trasparenti, ciabatte…) alle aule di giustizia e poco rispettoso dell’attività che si svolge”. Raccolte così le segnalazioni di magistrati, avvocati e dello stesso Commissario straordinario dell’Ordine di Patti, il Presidente Finocchiaro “al fine di salvaguardare il decoro del Tribunale di Patti” ha disposto che “da oggi sarà impedito l’accesso al Palazzo di Giustizia di Patti a tutte quelle persone che, a prescindere dal loro sesso, funzione o attività, si presenteranno con un abbigliamento non consono a tale luogo”. Saranno le guardie giurate addette alla vigilanza del palazzo a far rispettare tale disposizione e, così “dovranno impedire l’accesso a chi, in maniera assolutamente obiettiva, si presenti con un abbigliamento inadeguato”. Le disposizioni riguardano tutti, magistrati, avvocati, parti offese, testimoni, cancellieri e addetti vari.
    La sanzione (o la penitenza) prevista non è stata comunicata. E forse non basterà battersi il petto.

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