La Betaland ha i colpi in canna

    La Betaland ha i colpi in canna

    CAPO D’ORLANDO La Betaland 2017-2018 è ancora ferma al polacco di passaporto italiano Jakub Wojciechowski ed al giovane lituano Arnoldas Kulboka come unici innesti nel roster che andrà ad affrontare la settima stagione di serie A e la prima avventura europea. Nel taccuino del club paladino è finito ìil nome di Marques Green, play tascabile di Scandone Avellino, Sassari, Milano e Cedevita. Il rinnovo del capitano irpino era in bilico quando ad Avellino furono annunciati i nomi di Filloy e Fitipaldo, ex orlandino. A 35 anni il play tascabile Usa di nazionalità macedone potrebbe rappresentare il giusto mix di esperienza anche in Champions League e qualità da mettere al servizio dei biancoazzurri, spesso puniti dalle sue famose triple fin dal 2008, con il suo alter ego Mario Ihring che potrebbe crescere esponenzialmente al suo fianco trovando anche buon spazio. Dovesse concretizzarsi questo rumors peraltro servirebbe alla regina di Sicilia la conferma di Milenko Tepic, universale che predilige proprio il ruolo di playmaker in maniera da dare eventualmente respiro agli altri due. Così fosse, considerando anche il rientro del giovane esterno Stefan Nikolic, la Betaland avrebbe già esaurito i posti da comunitario anche se, a prescindere dai nomi, la sensazione è che il ds Giuseppe Sindoni dopo Ferragosto consegnerà al riconfermato coach Di Carlo sei dei sette stranieri permessi dalla formula di 3 extra, 4 comunitari e 5 italiani. Sul fronte lunghi mille ipotesi tra cui quella sull’angolano Yanick Moreira, quest’anno in D-League con i Raptors 005, giocatore che già stuzzica le fantasie dei tifosi.

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    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.