Favori al pentito Bisognano, arrestati due carabinieri

    Favori al pentito Bisognano, arrestati due carabinieri

    Due carabinieri che facevano da scorta al pentito di mafia Carmelo Bisognano, e che avevano prestato servizio a Rieti, sono stati arrestati in quanto, secondo il giudice, si erano prestati a monitorare un imprenditore organico alle cosche con accessi abusivi al sistema informatico del comando provinciale dei carabinieri di Rieti. In altre parole, il collaboratore di giustizia faceva la vita di un uomo libero e soprattutto continuava a curare gli affari delle cosche. Bisognano, tra gli esponenti di spicco della cosca di Barcellona Pozzo di Gotto, inserito in un programma di protezione, era riuscito a farsi dare una mano anche dai due carabinieri che gli facevano da scorta. Per il giudice per le indagini preliminari, Chiara Gallo, i tre “avevano trasformato i benefici e le garanzie di cui gode un collaboratore di giustizia in occasioni criminogene consentendo a Bisognano di proseguire nel proprio percorso criminale nonostante le limitazioni”. I due carabinieri, anziché rispettare il codice di comportamento che impone una distanza fra sé e la persona da tutelare, si prestavano a spalleggiarlo, evitando di intromettersi durante conversazioni sospette, incontri riservati e missioni dubbie. Ma soprattutto fornendogli informazioni riservate. “Dalle intercettazioni emergeva — secondo il gip — come Bisognano godesse di assoluta libertà di movimento in ragione dei rapporti particolarmente confidenziali intrattenuti con i componenti della scorta». Se i carabinieri l’abbiano fatto per soldi o altri favori, non è ancora chiaro mentre si sa che ad aiutarli si sarebbe prestato anche un terzo collega, ora indagato.

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