Musumeci su De Luca: “Avevo chiesto prudenza”

    Musumeci su De Luca: “Avevo chiesto prudenza”

    “Sapevo già che mi avrebbero arrestato…Perché già certi ambienti mi avevano avvertito”: esordisce così dagli arresti domiciliari, in un post su Facebook, il neo-deputato regionale Cateno De Luca. E continua dando una lettura tutta sua delle ragioni del suo arresto: “Nei prossimi giorni – dice – saprete il perché non volevano che facessi il sindaco di Messina”. È questo, secondo l’ex sindaco di sindaco di Santa Teresa Riva, il motivo del suo arresto. Arresto di cui già sapeva. Aspettava, infatti, già “da qualche giorno i finanzieri”, racconta rivolgendosi agli elettori nel suo profilo social, scrivendo dalla casa di Fiumedinisi dove è ristretto ai domiciliari. E si dice tranquillo: “Oggi più di ieri vi dico che anche questo procedimento finirà come gli altri quattordici: archiviati o con sentenza di assoluzione”.
    Intanto, il nuovo presidente della Regione Nello Musumeci commenta: “Se nella fase di composizione delle liste qualcuno non ha seguito i miei reiterati inviti alla prudenza, tutte le scelte che dipenderanno da me, invece, saranno improntate a questo criterio, nel rispetto delle mie convinzioni e in coerenza con la mia storia personale, a cominciare dalla formazione della giunta”. “I provvedimenti della magistratura, alla quale rinnovo fiducia e apprezzamento, si rispettano e non si commentano” ha aggiunto Musumeci. “La legge vigente – ha detto – mette le istituzioni al riparo da casi come quello odierno e la sua applicazione sarà garanzia di legalità”.
    Per Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, “Questo è un fatto gravissimo – dice – ma non è il primo, auguriamoci che possa essere uno degli ultimi. L’esito della nostra inchiesta sarà reso noto non appena completato. Il nome di De Luca – sottolinea Bindi, in riferimento al lavoro della commissione sugli “impresentabili” – era un nome non solo segnalatoci dal candidato Cancelleri, ma anche dalla prefettura e dalla procura competente. È l’ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l’elettorato attivo e passivo nel nostro Paese sono insufficienti”.
    “E’ evidente – sottolinea Rosy Bindi – che chi è candidabile ma non eleggibile comunque droga il risultato delle elezioni, perché il consenso raccolto, anche nel caso in cui la persona di fatto ineleggibile non venisse eletta, interviene ad alterare il risultato”.

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