Che succede all’Orlandina basket che dopo Natale è crollata?

    Che succede all’Orlandina basket che dopo Natale è crollata?

    Terza gara post natalizia e terzo tracollo per la Betaland che a questo punto è ufficialmente in crisi e deve fare quadrato per uscire dall’impasse e conquistare l’unico reale obiettivo stagionale, ovvero la salvezza in serie A, possibilmente senza soffrire. Per il momento, complici gli infortuni ed il ritardo di condizione di un paio di elementi, arrivano solo segnali negativi ed a Desio contro Cantù non poteva che finire male. “Abbiamo fatto fatica ad entrare in partita e a prendere ritmo – mastica amaro coach Gennaro Di Carlo – questo ha condizionato secondo me tutto l’arco della gara ed è stato così anche l’avvio del terzo quarto. Francamente mi aspettavo un approccio diverso in avvio di gara e al rientro dagli spogliatoi. Ikovlev? Ha mostrato carattere, volontà e abnegazione nel voler stare in campo, ma si vedeva che non era a posto. La squadra a tratti ha provato a sviluppare del gioco, ad eccezione dei momenti a cui ho fatto riferimento. Abbiamo cercato di avere qualcosa in più da Stojanovic, che sta crescendo e questo ci fa molto piacere. Guardiamo avanti, in campionato giocheremo contro Cremona in casa nostra e sarà una partita da vincere assolutamente”. Prima c’è da onorare la Champions League che riprende martedi con la squadra che parte per Salonicco dove sfidera’ il Paok con l’intento di restare in corsa per la sesta posizione che qualifica ai play-off di Fiba Europe Cup, anche se, forse, sarebbe meglio affrontare gli ultimi match europei come proficui test per il campionato dove l’ultimo posto è sempre 4 lunghezze più giù visto che per fortuna Pesaro, rimasta a quota 6, è stata beffata in volata sul parquet dei campioni d’Italia di Venezia.

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    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.