Viaggi e cucina: a Catania un tour “a Norma”

Viaggi e cucina: a Catania un tour “a Norma”

Prende il via questa settimana una nuova rubrica: “Contorni e dintorni”. Sara La Rosa ci accompagnerà in escursioni di ogni tipo: enogastronomiche, letterarie e, in questo primo numero, anche astronomiche.
Si comincia con un mini tour alla scoperta di Catania, l’ideale per un fine settimana a due passi da casa.
Due le opzioni: una di tipo più naturalistico, con una visita al Parco dell’Etna, Patrimonio mondiale dell’umanità, inserito nella lista UNESCO nel 2013 oppure una visita al centro storico della città.
Per la prima opzione, suggeriamo una magnifica passeggiata nel Sentiero natura dei Monti Sartorius, tra i più suggestivi e frequentati del territorio del Parco, localizzato nel versante nord est dell’Etna, a poche centinaia di metri dallo storico Rifugio Citelli del C.A.I., in territorio di Sant’Alfio.
Il percorso, che riveste eccezionale interesse sia dal punto di vista geologico che botanico, si snoda ad anello a partire dalla sbarra forestale posta a quota 1.660 m. slm per circa quattro chilometri. Lungo il sentiero, che presenta 6 punti di osservazione, si incontrano radure ricche di specie endemiche (Festuca e Poa – Graminacee; cespi odorosi di Tanaceto e pulvini di Spino Santo AstragalusSiculusBiv.; Camomilla, Saponaria e Romice dell’Etna), “bombe” vulcaniche di notevoli dimensioni e formazioni boschive dominate dalle meravigliose betulle (Betula aetnensis). Si può ammirare il Monte Frumento delle Concazze, che con i suoi m. 2.151 slm rappresenta uno dei più grandi coni avventizi dell’Etna.
Il grande interesse geologico è invece rappresentato dalla imponente colata lavica del 1865, che ha dato origine ai Monti Sartorius (in onore e a memoria dello studioso Sartorius von Walterhausen, che fu tra i primi a riportare cartograficamente le più importanti eruzioni dell’Etna), caratterizzati dal tipico allineamento “a bottoniera” dei conetti eruttivi.La maestosa colata di estende per circa otto chilometri quadrati, con uno spessore medio delle lave di oltre 12 m; la morfologia superficiale è molto accidentata per la presenza di lave e blocchi scoriacei a spigoli vivi su cui sarà bene, camminando, prestare particolare attenzione.
Per la seconda opzione, o per un altro mini tour, questa volta nel cuore della città, da non perdere la tradizionale visita al Duomo: con Sant’Agata, Patrona della Città e l’Elefante, “u Liotru” , proseguendo per Via Etnea, Castello Ursino…ma anche “la Pescheria”, tradizionale e chiassoso mercato del pesce, per perdersi tra vicoletti ed assaporare il meglio della cucina catanese nei numerosi locali.
Dall’immancabile pasta alla Norma, paragonata per la bontà al capolavoro del grande compositore Vincenzo Bellini, all’insalata – ovviamente “a Norma” – con pomodori, cipolla e l’inevitabile ricotta salata.
Ma il sapore, o forse l’anima di Catania, per un tradizionale “arrusti e mancia” è la carne di cavallo o meglio le polpette: regine dello streetfood catanese non esattamente di stampo vegano, anche questa è una esperienza – una foodexperience direbbe qualcuno – che ti immerge e ti battezza nei profumi della città.
Per concludere con una esperienza diversa dal solito, si segnala giorno 21 gennaio la Rassegna “Alla ricerca dell’astronomia e della musica” in programma alle ore 20 a Castello Ursino.
La kermesse, curata da Andrea Orlando e Giuseppe Severini, giunta alla VIII edizione permetterà tra l’altro di ammirare anche il cosiddetto “Astrolabio catanese”, un capolavoro di fattura fiamminga del 1566, costruito da GualterusArsenius, uno dei più grandi costruttori della Scuola di Lovanio e di tutto il Rinascimento.
Con il ritrovato “Astrolabio di Catania”, il numero di astrolabi costruiti da Arsenius sale a 28, di cui ben 6 conservati in Italia,rappresentando il maggior paese al Mondo a custodire i capolavori del costruttore fiammingo.
Gli astrolabi di Arsenius rappresentano degli strumenti di grande importanza scientifica, storica e d’indubbia bellezza artistica: una occasione in più per concludere il tour catanese con una esperienza diversa dal solito.

(Nella foto in primo piano – oltre alla pasta alla norma – il maestro Severini (a destra) presenta la ‘symphonia coelestis’, strumento creato prendendo spunto da quello raffigurato sul Portale della Gloria nella Cattedrale di Santiago de Compostela, mentre Andrea Orlando presenta l”astrolabio catanese”, strumento scoperto nei magazzini del Castello Ursino nell’autunno 2014, “chicche” della ‘VIII edizione della rassegna invernale di astronomia e musica antica)

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