I Consiglieri comunali di “Piraino Giovane e Solidale” Salvatore Cipriano, Pina Saggio, Maria Teresa Maddalena e Nino Foti si ribellano alla bocciatura degli emendamenti presentati allo schema di bilancio di previsione 2017. In un documento, i consiglieri esprimono “Delusione, amarezza e profondo rammarico per l’esito del Consiglio Comunale del 16 ottobre”. Il gruppo “Piraino Giovane e Solidale” aveva proposto 12 emendamenti che spaziavano dal sostegno alle fasce più deboli, al potenziamento delle condizioni di sicurezza del territorio con l’installazione di telecamere e il potenziamento dela pubblica illuminazione e al miglioramento del servizio scolastico di competenza comunale, con particolare riguardo alla sicurezza degli alunni: acquisto di uno scuolabus, acquisto di defibrillatori, realizzazione di una copertura d’ingresso nella scuola di Gliaca ecc. Gli emendamenti, scrivono i consiglieri “non rivedevano voci di bilancio oggetto di obiettivi programmatici dall’esecutivo pirainese. Si trattava, infatti, di piccole modifiche che avrebbero potuto incidere “solo” positivamente sui risultati dell’attività amministrativa e, non per ultimo, su quelle problematiche evidenziate dai cittadini, genitori, con particolare riguardo alle condizioni di sicurezza del servizio scolastico di competenza comunale. Emendamenti bocciati con motivazioni ad dir poco risibili, prive di qualsiasi fondamento logico e reale e, per certi versi, addirittura imbarazzanti:..inziativa lodevole ma ci sono altre priorità (quali non è dato sapere!)..l’intervento è previsto in futuro..ci impegneremo a farlo..dobbiamo ancora capire bene dove intervenire ecc.. In buona sostanza bocciati solo per “partito preso”, in barba a quel fantomatico “cambiamento dei modi di fare politica” tanto sbandierato nella recente campagna elettorale. A Piraino tutto è rimasto come sempre. A Piraino sopravvive la politica dei “muri”, dell’assenza di confronto e di analisi del merito, la politica dei “puntigli infantili” che non guarda agli interessi dei cittadini”.
Salvatore Cipriano, Pina Saggio, Maria Teresa Maddalena e Nino Foti sostengono che “a Piraino sopravvive la vecchia politica dell’incoerenza. Accade così che un consigliere comunale di maggioranza, Giuseppe Spanò Bascio, accomodato da decenni sulle “poltrone” del Civico Consesso, esprime voto contrario ad emendamenti finalizzati all’acquisto di defibrillatori per scuole, di telecamenre da collocare sul territorio ed all’insonorizzazione delle aule della Scuola Civica di Musica. Interventi da lui stesso ritenuti necessari ed indispensabili, quando aveva emendato lo schema di bilancio di previsione 2014 (v. prot. n. 15359 del 15/12/2014), da componente del gruppo consiliare “Nuova Piraino” inseme all’attuale Sindaco Maurizio Ruggeri e all’ex Consigliere Comunale Pino Campisi, oggi componente del Consiglio di Amministrazione della Scuola Civica di Musica, in forza dela nomina diretta del Sindaco. Riteniamo che certe azioni si qualifichino da sole, senza dover aggiungere altro. Per quanto ci riguarda, invece, continueremo a sostenere qualunque iniziativa volta a perseguire l’interesse dei pirainesi, da chiunque proposta, così come fatto con l’emendamento proposto dal Sindaco afferente il servizio cimiteriale. Perché noi il cambiamento lo pratichiamo, non lo ostentiamo”.

“Le missioni dell’Osce vengono solitamente disposte in occasione dei principali appuntamenti elettorali parlamentari o presidenziali e non per elezioni di livello locale. Se vengono seguite elezioni amministrative come lo scorso 15 ottobre in Macedonia si tratta di elezioni che riguardano l’ìintero Paese o la maggior parte di esso”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, rispondendo al Question Time alla Camera a una interrogazione sulla richiesta di osservatori Osce per le elezioni siciliane, avanzata dal M5S.
“La presenza presso i seggi elettorali di osservatori dell’Osce, previamente accreditati dal ministero degli Affari esteri, è avvenuta in Italia in occasione delle elezioni politiche del 2013. A tal fine – ha ricordato Minniti – fu necessaria un’apposita modifica di natura transitoria che consentì la loro presenza nella sala delle votazioni”. Le leggi vigenti, infatti “autorizzano la presenza nei seggi solo degli elettori della sezione”.
“L’ufficio dell’Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani – ha precisato ancora il ministro – osserva le elezioni in tutti i 57 stati partecipanti per valutare in quale misura i processi elettorali rispettino le libertà fondamentali e siano improntati all’uguaglianza, all’universalità al pluralismo politico alla fiducia alla trasparenza alla responsabilità”. Infine, ha concluso Minniti, “i prefetti delle province siciliane hanno già fornito assicurazioni alla Commissione antimafia, anche in relazione alle criticità rilevate, circa la piena collaborazione nel prosieguo dell’attività di un approfondito monitoraggio volto a evidenziare situazioni ostative riferibili ai candidati, nonché per lo svolgimento della campagna elettorale in vista del voto, ferma restando l’attività delle forze dell’ordine a garanzia dell’ordinato svolgimento delle operazioni elettorali”.

I carabinieri della stazione di Messina Giostra hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Messina, nei confronti di un giovane di 26 anni accusato di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 9 anni. Dopo la denuncia ai carabinieri da parte della madre della vittima, nei giorni scorsi, che ha percepito alcuni preoccupanti segnali da parte della figlia, la procura ha disposto accertamenti che avrebbero provato la responsabilità dell’indagato.

“Con l’interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura di Catania nei confronti della ditta Conti Taguali, si libera un altro pezzo di Nebrodi dalle infiltrazioni mafiose”. Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi, commenta l’odierna operazione plaudendo all’azione investigativa. Secondo quanto emerso grazie, all’applicazione del “Protocollo Antoci”, l’azienda sarebbe soggetta ad infiltrazioni e dunque la misura porterà alla revoca delle concessioni, che consentivano introiti milionari di fondi europei. “Si tratta di un provvedimento che, con la piena applicazione del Protocollo di legalità, mette di fatto fuori gioco la famiglia Conti Taguali, permettendo adesso a giovani ed onesti agricoltori di usufruire dei contributi dell’Unione Europea. Ormai grazie al recepimento del
Protocollo nel nuovo Codice antimafia questo strumento è divenuto patrimonio non solo dei Nebrodi e della Sicilia ma del Paese intero”.
Secondo quanto emerso, ammonterebbero a centinaia di migliaia di euro l’anno oltre al controllo di un terzo dei terreni gestiti dall’Azienda silvo pastorale di Troina, gli affari della Conti Taguali srl, impresa agricola attiva nell’area dei Nebrodi che, secondo la Prefettura di Catania, sarebbe suscettibile a infiltrazioni mafiose. L’ente territoriale del governo, nei giorni scorsi, ha emesso un’interdittiva che presto potrebbe portare alla revoca delle concessioni ottenute nel corso degli anni. Accordi che risalgono a prima della stipula del protocollo di legalità con cui, dal 2015, si impone agli enti pubblici la richiesta dell’informativa antimafia ai privati interessati ai beni demaniali.
Registrata nel 2013, la Conti Taguali srl detiene circa 1300 ettari sui Nebrodi. In un’area ricadente nel territorio di Cesarò, ma di proprietà del Comune di Troina, si occupa soprattutto di allevamento di animali con la possibilità di accedere a diverse linee di finanziamento comunitarie. Business che da circa vent’anni – in precedenza gli affitti sarebbero stati intestati a singoli soggetti – la famiglia Conti Taguali avrebbe avuto garantito, grazie anche a rinnovi delle concessioni avvenute senza gare pubbliche né approfondimenti in materia di possibili contiguità con gli ambienti criminali.
Amministratore unico dell’impresa è Giuseppe Conti Taguali. Il 64enne fa parte del gruppo di 14 persone alle quali è stato chiesto il prelievo del dna perché sospettate di un coinvolgimento nell’attentato dell’anno scorso contro il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Già condannato per invasione di terreni e sotto giudizio per ricettazione, è fratello di Sebastiano Conti Taguali, a sua volta legato da parentela alla famiglia mafiosa Bontempo Scavo, avendo sposato la figlia di Sebastiano. I cognati Rosario e Carmelo, inoltre, sono stati condannati definitivamente all’ergastolo nel processo Icaro-Romanza.
A fare parte della società oggetto di interdittiva è anche la moglie di Giuseppe Conti Taguali, Carmela Pruiti. La donna, originaria come il marito di Tortorici e con tre fratelli assassinati con modalità mafiose e ritenuti interni o vicini alle cosche dei Nebrodi, lo scorso novembre è stata denunciata per truffa aggravata in un’indagine riguardante il conseguimento di erogazioni pubbliche legate a fondi comunitari per l’agricoltura. Pruiti detiene il 16,67 per cento delle quote societarie, così come i tre figli Calogero, Maria e Sebastiano. Anche per questi ultimi non sono mancati i problemi con la giustizia: il primo, nel 2008, è stato condannato a due anni per possesso di armi clandestine; destino che l’anno precedente era toccato a Sebastiano, il più piccolo della famiglia, al quale tempo dopo è stata comminata anche una multa da oltre 22mila euro per invasione di terreni e tentato furto.
Per quanto riguarda l’unica figlia, invece, esiste una segnalazione da parte della polizia perché indiziata di avere favorito la fuga di un altro fratello destinatario di custodia cautelare. Si tratta di Signorino Conti Taguali che, con Gaetano, completano la famiglia. I due non possiedono quote societarie, ma dalla loro hanno pesanti condanne. Signorino è stato arrestato nel 2008 per associazione mafiosa, con i magistrati che lo accusavano di avere ottenuto il controllo di attività imprenditoriali tramite la forza intimidatoria derivante dalla vicinanza alla famiglia Bontempo Scavo, e di recente ha visto scadere la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Centuripe. Gaetano, invece, dopo essere stato condannato in via definitiva per estorsione e porto d’armi, ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali. Un curriculum familiare che avrebbe portato la Prefettura etnea a ritenere verosimile la vicinanza della famiglia ad ambienti criminali del Messinese.
A sollecitare un chiarimento da parte dell’ente etneo era stato il sindaco di Troina Fabio Venezia, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso anno ha previsto la richiesta della certificazione antimafia anche per i contratti già stipulati. Adesso il primo cittadino sarà tenuto a revocare tutti gli affitti riconducibili ai Conti Taguali. Ciò per l’intera area dei Nebrodi significherebbe la definizione di uno scenario del tutto nuovo: si tratterebbe, infatti, del colpo più duro inferto alle imprese ritenute vicine alla mafia dei pascoli. La scorsa primavera, l’Azienda silvo pastorale aveva già proceduto a indire le prime gare pubbliche per riassegnare i terreni sottratti ad affittuari risultati non in regola con la documentazione antimafia.

E’ tornata alla normalità dopo oltre mezz’ora la circolazione tra la via Mancini e la via Tripoli di Capo d’Orlando. Un autobus del trasporto urbano Capo Verde è rimasto bloccato a causa di un guasto mentre era intento a fare manovra perché un’auto parcheggiata a ridosso dell’incrocio impediva di imboccare regolarmente la via Tripoli. Dopo alcuni tentativi inutili di riparare il guasto, il mezzo è stato spostato a spinta per consentire il deflusso delle auto.

L’aula consiliare del comune di Torrenova ha ospitato un incontro voluto finalizzato ad un’azione di tutela della salute collettiva e di difesa della salubrità dell’ambiente. Alla riunione,indetta dal sindaco Salvatore Castrovinci e dall’assessore Gabriella Sgrò, hanno partecipato il docente di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Messina Professore Raffaele Squeri, la dottoressa Concetta Genovese, i tecnici dell’ARPA dottor Antonino Marchese e Giuseppe Pistone e la dottoressa Giovanna Frasconà dell’Asp Messina. Durante l’adunanza, sono state affrontate le possibili problematiche in grado di nuocere alla salute e conseguente salvaguardia dell’ambiente. Obiettivo dell’Amministrazione Comunale torrenovese è quello di limitare gravi impatti ambientali promuovendo uno sviluppo sostenibile e, al contempo, potenziando e integrando attività ordinariamente svolte nell’ambito della tutela ambientale, principalmente tramite il Settore Ambiente, ma anche in coordinamento con altri settori (Comunicazione, Mobilità, Polizia Municipale-Protezione Civile, Urbanistica). “L’idea di radunare questa assemblea, alla presenza di esperti del settore – ha commentato il Sindaco Castrovinci – nasce dalla consapevolezza dell’importanza rivestita per l’Ente dal patrimonio ambientale in generale e della conseguente necessità di assicurarne una gestione e tutela corretta ed efficace”. E’ stata quindi concordata la più ampia forma di collaborazione, ognuno per le proprie competenze, allo scopo di identificare eventuali criticità nel territorio che possano compromettere la salute e l’integrità dell’ambiente. Sono state così determinate le prime azioni congiunte e dirette ad un monitoraggio dell’ambiente e di eventuali forme di inquinamento.

La Guardia di Finanza ha sgominato un’associazione a delinquere internazionale che riciclava gasolio libico rubato dalla raffineria libica di Zawyia, a 40 km ovest di Tripoli,trasportato via mare in Sicilia e successivamente immesso nel mercato italiano ed europeo.
Militari del comando provinciale di Catania, con la collaborazione del Scico, a conclusione di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale etnea, hanno eseguito un’ordinanza del Gip effettuando sei arresti (3 in carcere e 3 ai domiciliari): due sono maltesi, due libici e quattro italiani. Altri tre libici sono ricercati. Uno è detenuto nel suo Paese. Dopo il furto il gasolio veniva scortato da milizie libiche e portato in Sicilia e poi immesso nel mercato italiano e europeo mediante una società maltese. Il traffico è stato monitorato con mezzi del Comando operativo aeronavale della Gdf.

La SikeliArchivi lotta anche stavolta ma incamera la seconda sconfitta in altrettante gare del girone B della Champions League, quinta di fila considerando l’inizio di serie A. Non è bastato tanto cuore alla squadra di coach Di Carlo, che paga un non perfetto terzo parziale di gioco dove ha segnato appena 6 punti con Edwards frenato dai falli. Buone le prove di Alibegovic, Atsur, Kulboka e Delas, male nuovamente Inglis, lasciato in panca in avvio ed utilizzato 16’ a conferma del suo momentaccio. Per Chalon è il primo successo stagionale dopo 5 ko e l’auspicio che anche l’Orlandina sappia uscire dal tunnel domenica prossima a Reggio Emilia contro un’altra squadra ancora ferma al palo in campionato. In coppa, invece, l’esordio nella fase a gironi sul parquet amico avverrà martedì 24 contro il Paok Salonicco. La società spera nei tifosi considerando che l’abbonamento per le 7 partite interne costa appena 25 euro in gradinata.
SECONDA GIORNATA GIRONE B DI CHAMPIONS LEAGUE
ELAN CHALON 67 SIKELIARCHIVI CAPO D’ORLANDO 55
ELAN CHALON: Smith 25, Harris 10, Rozenfeld 2, Gillet 7, Camara 10, Farr 2, Niasse ne, Gelabale 6, Joseph 3, Pinault 2. Coach Choulet.
SIKELIARCHIVI: Alibegovic 12, Ihring 2, Atsur 10, Inglis 2, Kulboka 9, Laganà ne, Strautins, Delas 11, Edwards 2, Wojciekowski 7, Ikovlev, Donda ne. Coach Di Carlo.
ARBITRI: Jasevicius (Lituania), Calatrava (Spagna) e Juras (Serbia).
PARZIALI: 13-13, 36-28 (23-15), 48-34 (12-6), 67-55 (19-21).

Vittoria convincente nella giornata inaugurale del campionato di serie D della Confezioni Corpina Torrenova. Né è consapevole coach Domenico Bacilleri: la sua squadra ha evitato le insidie dell’esordio esterno chiudendo di fatto la gara al rientro dagli spogliatoi, dopo essere andata comunque in vantaggio al riposo lungo di fine primo tempo. «Finalmente è iniziato questo campionato. Abbiamo disputato una gara importante portando a casa i
primi due punti della stagione. Siamo contenti, nonostante tanta emozione per tutti ragazzi abbiamo vinto una partita che volevamo chiudere il più anticipatamente possibile, perché portare Milazzo a giocarsi la vittoria negli ultimi possessi sarebbe stato pericoloso. Nei primi due quarti abbiamo pagato qualche palla persa di troppo ma nell’economia del match, ma considerando l’esordio in campionato, e per di più su un campo esterno, sono abbastanza soddisfatto. Negli spogliatoi ci siamo consultati, comprendendo che il primo tempo non era stata la perfetta espressione di ciò che avevamo fatto durante la preparazione alla gara. La squadra ha dei “senior” di spessore, consci delle loro abilità, e sono rientrati in campo nel terzo periodo con un piglio diverso eseguendo quasi perfettamente il piano partita: sono arrivati così i tiri sotto canestro di Stiklakis, che è riuscito ad avere la meglio sul lungo avversario, dei canestri importanti dalla lunga distanza da parte di Arto, e Stuppia, ed infine i rimbalzi e l’aggressività difensiva di Busco e Micale, che hanno tracciato una direttiva per i compagni. L’insieme di tutte queste cose ci ha permesso di creare un solco che Milazzo non è più riuscito a rimontare. Siamo consapevoli di poter migliorare ancora molto, non dobbiamo dimenticare che abbiamo sei giocatori “nuovi” e che la giusta connessione tra di loro si creerà col tempo. Domenica, adesso, ci aspetta la prima al PalaTorre: sarà l’esordio davanti ai nostri tifosi e lì avremo un po’ di emozione. È inevitabile, ma speriamo possa durare poco perché Spadafora è un’avversaria difficile da affrontare e i ragazzi dovranno dare tutto per esprimere il loro potenziale e quello della squadra».

La serie B è iniziata benissimo per il Barcellona che ha vinto le 3 partite e domenica ospita alle 18 al Palalberti lo Scauri che divide la vetta del girone D, lì dove c’è anche la Luiss Roma che dovrebbe avere vita facile a Patti contro una squadra di Pippo Sidoti (squalificato per 3 turni la scorsa settimana) che ha finora incassato tre pesanti ko con 100 punti di scarto globali. In mezzo la Costa d’Orlando che ha perso al debutto ma ha vinto le ultime due dimostrando di aver superato lo scotto del noviziato. Ma ora il problema è dove e quando ospitare Battipaglia, gara prevista ancora per domenica 22 alle 18 al PalaValenti con la società biancorossa che vuol evitare la concomitanza con la festa patronale. Se ne potrebbe riparlare mercoledì 25 nello stesso impianto ma a porte chiuse il che consiglia il club a far scattare la raccolta firme per la petizione. Con il “PalaValenti” in attesa dei lavori di adeguamento e con il “PalaFantozzi” ad oggi off limits, la società paladina è infatti ancora senza una casa che possa accogliere squadra e pubblico durante le partite interne del torneo di Serie B. Per completare i lavori di adeguamento del “PalaValenti” serviranno tra i due e tre mesi, periodo durante il quale non potranno essere svolte attività sportive né dalla Costa d’Orlando Basket né dalle altre società orlandine che abitualmente usufruiscono della struttura. Non essendo possibile interrompere tali attività, i lavori del palazzetto di via Andrea Doria partiranno presumibilmente a fine campionati. La soluzione più ovvia sarebbe quindi quella di usufruire temporaneamente del “PalaFantozzi” per le gare casalinghe del campionato di Serie B, essendo la struttura di Piazza Peppino Bontempo l’unica adeguata ad ospitare incontri di livello nazionale sul territorio orlandino. Purtroppo, però, le numerose richieste di poter disputare le partite interne al “PalaFantozzi” rivolte al primo cittadino paladino Franco Ingrillì non hanno avuto alcuna risposta. Per questa ragione la Costa d’Orlando Basket ha deciso di avviare una petizione a sostegno del proprio impegno per lo sport a Capo d’Orlando. Lo sport è di tutti, la Costa d’Orlando chiede soltanto di poter aprire le porte della pallacanestro al proprio pubblico nel proprio paese senza dover essere costretta ad “emigrare”. Chiudendo con il basket giocato il successo di Salerno ha dato nuova linfa alla Costa. Davvero contento della performance dei suoi coach Giuseppe Condello: «La squadra ha eseguito alla perfezione il piano partita – spiega il tecnico dei paladini -. Sono davvero molto contento della nostra prestazione e per come sono fatto è difficile che io lo dica. Siamo partiti forte a differenza delle prime due uscite stagionali, abbiamo attaccato benissimo con ottime percentuali dalla distanza e anche difensivamente siamo stati positivi nonostante gli 81 punti incassati. Sapevamo che a Salerno avremmo potuto subire la loro forza sotto canestro ma siamo stati bravi, soffrendo davvero solo a causa di qualche tripla di Cucco, giocatore di grande talento. Era importante vincere dopo la settimana dura che abbiamo trascorso, finalmente ci siamo scrollati di dosso la scimmia offensiva che ci portavamo dietro dall’esordio. Adesso testa a Battipaglia, una squadra allenata benissimo da un mio caro amico. Speriamo di poter far loro un bello sgambetto»

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