Rodì Milici, ancora amianto scaricato nel Patrì

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    RODI’ MILICI – Un tratto del greto del torrente Patrì, e parte di relitto d’alveo sul territorio di Rodì Milici, continuano ad essere una discarica a cielo aperto. Nuova denuncia da parte di Legambiente Longano, dopo le numerose segnalazioni fatte al Commissario straordinario del comune di Rodì Milici. “Si continua a sversare amianto nell’indifferenza di tutti” scrive il comitato ambientalista, che invita il Comando di Polizia Municipale ad effettuare sopralluogo e redigere relazione dettagliata da inviare al Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, al sindaco, all’amministrazione comunale attiva affinché si intervenga tempestivamente per arginare questo fenomeno, con interventi di bonifica mirati, secondo le norme che ne assicurano lo smaltimento in regime di sicurezza.
    amianto patrì rodì milici“Da un sopralluogo effettuato dall’associazione ambientalista risulta che l’amianto, nelle sue varie forme, si trova accantonato lungo il greto del torrente e in corrispondenza dei relitti d’alveo, in zona campo sportivo, in contrada Morti, e al varco di ingresso al torrente compreso tra Via Torrente e varco zona campo Sportivo, abbandonato con ignorante indifferenza di chiunque lo veda, alcune lastre risultano altresì essere pericolosamente spezzate altre accantonate completamente frantumate in pezzi e collocati in sacchi” scrive Legambiente del Longano. “Queste discariche abusive e illegali stanno diventando ormai una prassi consolidata. E’ risaputo che le polveri contenenti fibre d’amianto, se respirate, possono causare gravi patologie. Qualcuno, però, dimentico di tutto ciò e delle normative vigenti in materia, si è sbaragliato di tutto senza scrupoli, dimenticando il disastroso impatto che causa sull’ambiente e sulla salute dei cittadini” prosegue.
    “Sono passati diciotto anni da quando l’amianto è stato bandito in Italia (la legge che lo vieta è del 1992), ma le operazioni di smaltimento di questo materiale – indiscriminatamente usato e altamente nocivo per la salute – sono ben lungi dall’essere concluse” aggiunge. Legambiente del Longano lancia l’allarme: “Serve un monitoraggio di tutta l’area ed un lecito smaltimento, interessando le ditte autorizzate” dice, e si dice anche pronto a mettere a disposizione la documentazione fotografica e la più ampia collaborazione possibile agli organi preposti al fine di arginare tale fenomeno.