“Se il sindaco non mantiene le promesse è lecito insultarlo”: lo dice...

    “Se il sindaco non mantiene le promesse è lecito insultarlo”: lo dice la Cassazione

    Le promesse elettorali è meglio mantenerle a meno che non si voglia rischiare di finire sbeffeggiati sui manifesti affissi dagli avversari politici che adesso sono legittimati a denigrare chi disattende le promesse fatte in campagna elettorale ai cittadini.
    La Cassazione ha infatti riconosciuto il diritto di critica politica ad un gruppo di consiglieri comunali di opposizione che avevano affisso per le strade di Furci Siculo, comune del messinese ionico, manifesti nei quali definivano “falso, bugiardo, ipocrita, malvagio” l’ex sindaco Bruno Antonio Parisi per aver deliberato l’erogazione dell’indennità di funzione “così tradendo le promesse elettorali”.
    Il Tribunale di Messina, in primo grado, nel marzo 2014 aveva escluso l’esimente del diritto di critica politica, “viste le connotazioni personali delle ingiurie contenute nel testo dei manifesti” e aveva condannato i consiglieri di opposizione. Su ricorso degli imputati, la Corte di Appello di Messina nel marzo 2016 li aveva invece assolti. Ora la Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco Parisi per ottenere il risarcimento dei danni da diffamazione.
    Ad avviso della Cassazione, il verdetto di assoluzione è corretto perché è partito “dal presupposto incontestabile della offensività delle espressioni usate per riconoscere che gli epiteti rivolti alla parte offesa presentavano una stretta attinenza alle vicende che avevano visto l’opposizione contrapporsi al sindaco in merito alla erogazione di funzione, a cui il primo cittadino aveva dichiarato di voler rinunciare in campagna elettorale”.
    “In questo ambito, gli epiteti ‘falso, bugiardo, ipocrita’ si ricollegano, secondo la Corte territoriale – prosegue la Cassazione – al mancato adempimento delle promesse elettorali nonché all’avere omesso di dichiarare pubblicamente il proprio ripensamento sul tema dell’indennità di funzione e, quanto all’aggettivo ‘malvagio’, ad azioni giudiziarie, asseritamente infondate, che egli aveva promosso contro gli avversari politici”.

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    villa pacis
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