“Resto al Sud”, da ieri via alle domande

    “Resto al Sud”, da ieri via alle domande

    Da ieri è possibile presentare la domanda per accedere al progetto “Resto al Sud”, volto a incentivare, attraverso l’erogazione di alcuni finanziamenti, l’imprenditoria giovanile nel Mezzogiorno. I finanziamenti possono arrivare ad un massimo di 50mila euro a soggetto, mentre se a presentare la domanda sono più soggetti facenti riferimento al medesimo progetto (già costituiti in una società o in procinto di farlo) il tetto massimo diventa 200mila euro. Si tratta di un progetto promosso dal Ministro per la Coesione territoriale ed il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, è gestito da Invitalia ed ha una dotazione finanziaria di 1.250 milioni di euro. Gli incentivi hanno l’obiettivo di sostenere e migliorare le attività imprenditoriali avviate dai giovani nelle Regioni del Mezzogiorno, che sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Come detto in precedenza, il finanziamento ammonta ad un massimo di 50mila euro a soggetto, ma può arrivare ad un tetto di 200mila euro nel caso di più richiedenti.
    Resto al Sud è rivolto a tutti i giovani tra i 18 e i 35 anni residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, che non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che non siano titolari di altre imprese attive, che non abbiano beneficiato di altre agevolazioni negli ultimi tre anni. Possono presentare la domanda singoli giovani o gruppi di giovani che, successivamente alla data del 21 giugno 2017, si sono costituiti o si costituiranno rispettivamente in ditte individuali o società, anche cooperative. Qualora la residenza sia altrove, è possibile trasferirla nelle Regioni appena ricordate entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria oppure entro 120 giorni nell’eventualità in cui il giovane risieda all’estero. Ricordiamo che durante la durata del finanziamenti i beneficiari non possono avere altri rapporti di lavoro a tempo indeterminato con altri soggetti. Il progetto “Resto al Sud” copre il 100% delle spese ammissibili e gli interessi del finanziamento sono coperti per intero da un contributo in conto interessi. Il finanziamento è così composto: 35% dell’investimento coperto da un contributo a fondo perduto, mentre il restante 65% è coperto con un finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (Pmi).
    Come specificato anche sulla Gazzetta Ufficiale, il progetto finanzia tutte quelle attività che si occupano di produzione di beni e servizi. Sono escluse le attività libero professionali e il commercio. Le spese ammissibili sono di due tipologie: quelle per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, oppure quelle per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività. Consulenza e assistenza saranno offerte gratuitamente da enti accreditati presso Invitalia.
    La domanda può essere effettuata sia da un soggetto unico che da più individui, che abbiano già costituito una società o siano in procinto di farlo. Possono accedervi sia le imprese individuali che le società, comprese le cooperative. I beneficiari del finanziamento devono mantenere la residenza nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) così come le società devono avere, per la durata del finanziamento, la sede legale e operativa nelle regioni elencate.
    Le domande presentate verranno valutate secondo l’ordine di presentazione, fino all’esaurimento delle risorse a disposizione. Sarà possibile inviare la propria candidatura a partire dalle ore 12 di lunedì 15 gennaio 2018. La domanda potrà essere fatta esclusivamente per via telematica attraverso la procedura messa a disposizione dal sito di Invitalia. L’esito della valutazione viene comunicato normalmente entro 60 giorni dalla presentazione della domanda. E’ necessario, sempre per una corretta presentazione della domanda, essere in possesso di un sistema di identificazione digitale tramite il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) o la Carta nazionale dei servizi (Cns), oppure attraverso il sistema di gestione di Invitalia. Per quanto riguarda le imprese, le domande devono essere firmate dal legale rappresentante o dalla persona fisica (in caso di impresa da costituire) e devono essere corredate da un progetto imprenditoriale per cui si sta chiedendo il finanziamento.

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