Genovese, la formazione e il saccheggio delle risorse pubbliche

    Genovese, la formazione e il saccheggio delle risorse pubbliche

    Depositate le motivazioni della sentenza di condanna nei confronti, tra gli altri, di Francantonio Genovese e del cognato Franco Rinaldi per i reati di associazione a delinquere, riciclaggio, frode fiscale, truffa e tentata estorsione. In 500 pagine, i giudici della prima sezione penale del tribunale di Messina (Maria Pina Scolaro, Massimiliano Micali e la presidente Silvana Grasso), delineano il quadro di una “sistematica quanto capillare depredazione di risorse pubbliche”, attraverso “una attenta regia delinquenziale”, così privando “migliaia di giovani disoccupati” della “speranza di trovare occupazione”.
    Per quanto riguarda dell’associazione a delinquere di stampo familiare, ad esempio, scrivono i giudici: “Nessun dubbio può sussistere sulla responsabilità degli imputati Genovese, Galletti, La Macchia, Schirò Elena e Giunta in ordine al delitto di associazione per delinquere. (..) Che Genovese fosse il vero dominus ed organizzatore del sodalizio criminoso (..)emerge evidente dagli atti. Sono particolarmente rilevanti le dichiarazioni rese in dibattimento da Ludovico Albert (…) Dimostrazione dello strapotere e dell’arroganza con cui il Genovese si muoveva nell’ambito dell’ambito della Formazione è quanto riferito dall’Albert riguardo, in particolare, al c.d Avviso 20.”

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