“Tradito dal Movimento 5 stelle”: Alberto Samonà escluso dalla candidatura

    “Tradito dal Movimento 5 stelle”: Alberto Samonà escluso dalla candidatura

    Non solo centrodestra e centrosinistra: i mal di pancia sulle candidature alle politiche del 4 marzo riguardano tutte le forze poltiche in campo, Movimento 5 Stelle compreso. Alberto Samonà, giornalista e componente del consiglio d’amministrazione della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella a Capo d’Orlando, doveva essere candidato al Senato nel collegio della Sicilia occidentale, ma è stato escluso dalle liste all’ultimo monento. Samonà ha affidato a Facebook la sua rabbia postando una sua foto con la scritta #M5sNonSonDegnoDiTe: “Sono stato escluso nonostante fossi arrivato terzo alle parlamentarie su oltre 350 aspiranti candidati per la Sicilia Occidentale (poi retrocesso quarto per assecondare le quote di genere). Il passo successivo è stato la mia cancellazione dall’elenco dei candidati. Inutile dire che non mi è stata fornita alcuna spiegazione da un fantomatico staff, che ha escluso dalla candidatura un sacco di persone, anche in questi casi senza motivarne le ragioni (giusto per fare qualche esempio, Daniela Morfino, Maurizio Oddo, Settimo Miranda, Vitaliano Catanese, Luigi Scarpello, Francesco Marchese, Tiziana Di Pasquale, Andrea Volpe, Salvatore Gallo, Monica Modica e mi scuseranno tutti gli altri che non sto citando).
    Pare che per la mia esclusione abbia pesato il fatto che in passato sia stato vicino all’allora presidente della Commissione parlamentare antimafia Nello Musumeci. Circostanza, peraltro, da me mai negata e assolutamente pubblica.
    E così, il “movimento 5 Stelle” ha deciso che non son degno di essere candidato e di rappresentarlo. Come ovvia conseguenza, debbo ritenere, a questo punto, che non son degno neppure di restare fra i suoi iscritti e sostenitori, altrimenti prevarrebbero l’ipocrisia e la doppia morale (Come fai a sostenere chi non ti vuole?). Ne prendo atto serenamente, come immagino faranno molti fra quelli (e sono tantissimi) che mi hanno incoraggiato in questa sfida e il 4 marzo avrebbero voluto votare il M5S.
    Comunque, al di là del mio caso personale, il dato è che per “scremare” ci si è serviti delle cosiddette “segnalazioni allo staff”, cioè la delazione, adoperata come modalità di selezione ed esclusione delle candidature. Di fatto, un metodo unilaterale e senza possibilità di appello che ricorda pratiche molto in voga in certe odiose dittature.
    Mi spiace, perché all’interno di questo movimento ho conosciuto tante persone perbene, attivisti vecchi e nuovi, che credono in un sincero sogno di cambiamento del Paese e conosciuto dei veri amici che resteranno nella mia vita.
    Viva la vera Politica, che è nobiltà d’animo e di azione”.

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