“Io studente a Torino voto a Santa Lucia del Mela, ma non...

    “Io studente a Torino voto a Santa Lucia del Mela, ma non voglio fare 20 ore di treno”

    “Votare non è un diritto garantito in Italia”. La denuncia è di Davide Miroddi, 24enne di Santa Lucia del Mela che da un anno e mezzo vive a Grugliasco, nell’hinterland torinese, dove si sta specializzando in biotecnologie vegetali. Al quotidiano La Stampa, Miroddi spiega l’impossibilità di tornare in Sicilia per votale alle elezioni del 4 marzo: «Mi sono già sobbarcato il viaggio in Sicilia per le elezioni regionali di novembre – spiega-. In treno sono quasi 40 ore di viaggio tra andata e ritorno, questa volta speravo di potermele risparmiare”. “In occasione del referendum sulle riforme costituzionali del dicembre 2016, grazie al comitato «iovotofuorisede» avevo scoperto che bastava iscriversi come rappresentante di lista, ma stavolta, visto che bisogna scegliere tra i candidati, dal Viminale hanno fatto sapere che «gli uffici elettorali non possono gestire le operazioni di voto con la necessaria serenità se sono tenuti a distribuire ad ogni singolo elettore le schede del collegio uninominale di appartenenza».
    «Capisco le difficoltà organizzative – prosegue Miroddi – Ma perché allora è stata trovata una soluzione per le persone domiciliate all’estero anche per brevi periodo di tempo e per noi no? Si lamentano che i giovani non vanno a votare. Io vorrei farlo, ma non mi è concesso. È un diritto non garantito».
    «Per votare in tempo dovrei viaggiare la vigilia della domenica elettorale. In treno, ci metto quasi 20 ore. I voli aerei con Alitalia finora rimborsano fino a un massimo di 40 euro. Io allora viaggio in treno, ma per le elezioni regionali di novembre ho speso comunque 70 euro di tasca mia».

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    villa pacis
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