Barcellona, botta e risposta sui finanziamenti del “Parco del Longano”

    Barcellona, botta e risposta sui finanziamenti del “Parco del Longano”

    La notizia della perdita del finanziamento di 4 milioni di euro, previsti dal “Parco del Longano”, destinati alla riqualificazione del centro storico, rappresenta un duro colpo per lo sviluppo civico ed economico della nostra città. Questo il commento del movimento “Città Aperta” di Barcellona. La giunta Materia – che già ha dato ampie prove di incapacità a gestire una Città come la nostra – aggiunge al suo curriculum una mancanza gravissima acuita dal fatto che lo stesso Sindaco, nello scorso Agosto 2017, annunciava alla Città di avere raggiunto l’accordo col ministero per l’utilizzo di suddetti fondi. E’ bene ricordare che al momento del suo insediamento, quasi tre anni fa ormai,
    la gara per appaltare i lavori in oggetto era pronta per essere bandita; la giunta Collica, infatti, per non perdere altro tempo prezioso aveva deciso di realizzare uno stralcio del progetto originario ottenendo le autorizzazioni del Ministero. Il Sindaco Materia invece, spinto probabilmente dall’onda emotiva della sfiducia e dal desiderio di cancellare quanto fatto da chi lo ha preceduto, decise di rimodulare nuovamente il progetto originario, che ovviamente richiedeva somme più ingenti per essere realizzato, perdendo ulteriore tempo prezioso. Se a ciò si aggiunge l’incapacità di rispettare i tempi in maniera corretta, si può comprendere come si è giunti al danno attuale, l’ennesimo per la Città. Ci auguriamo che adesso tutte le forze politiche si attivino per tentare in tutti i modi di recuperare quanto perso. Riteniamo che il Sindaco debba riferire immediatamente alla città in merito a questo ennesimo errore della sua Giunta e su come intende procedere per tentare di recuperare detti fondi. In ogni caso riteniamo che le dimissioni dell’assessore al ramo Tommaso Pino, se non dell’intera Giunta, con contestuale assunzione di responsabilità, rappresentino l’inevitabile conclusione di una vicenda e, forse, un seppur tardivo sussulto di dignità.

    LA REPLICA DEL SINDACO, ROBERTO MATERIA

    E’ uscita ieri mattina la notizia circa la “cancellazione” di un finanziamento di quattro milioni di euro da parte del Ministero delle Infrastrutture, notizia corredata da – mi sia concesso, imprecisi – commenti.
    Fatta questa premessa, vediamo di fare il punto della situazione, quella reale!
    Il finanziamento di cui si parla é la quota residua di quello, più consistente, del “Parco Urbano del Longano” assegnato con legge n. 376/2003 ed erogato sulla base della Convenzione n. 1335 del 7 luglio 2004 corrente tra questo Comune e il Ministero delle Infrastrutture.
    Ebbene, tale quota residua era caduta in “perenzione amministrativa” non oggi, ma già nel 2011, come risulta dalla comunicazione del Ministero delle Infrastrutture in atti al prot. n. 33009 del 3.8.2011!
    E’ utile evidenziare che le somme cadute in perenzione non sono prescritte, ma sono “residui” che vengono cancellati dal bilancio come previsioni di spesa ed iscritti nel conto del patrimonio come passività.
    E’ una procedura ordinaria di gestione del bilancio dello Stato prevista dall’art. 36 del R.D. 18.11.1923 n. 2440 (sono le disposizioni, tutt’ora vigenti, sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato) in riferimento alla decorrenza dei termini di effettuazione della spesa.
    Fatta questa premessa, soltanto il 14 novembre 2014 (dunque dopo più di due anni dal suo insediamento) la precedente Amministrazione Collica si attivava per stipulare l’atto aggiuntivo ed ottenere la reiscrizione (intanto i quattro milioni erano già in perenzione!), ma non risulta in alcun modo che questo atto aggiuntivo sia mai stato sottoscritto!
    D’altra parte, se l’atto aggiuntivo fosse stato effettivamente sottoscritto ed approvato all’epoca, le somme sarebbero già iscritte nel bilancio dello Stato (e la perenzione superata) e, quindi, non saremmo qui a discettare!
    Evidentemente così non è stato!
    Ed infatti l’Amministrazione Materia ha dovuto riprendere a sua volta la questione già il 23.09.2015 (nota prot. n. 45550/2015) ed inviato al Ministero una proposta lievemente modificata: sottolineo che l’iniziativa era concertata con i funzionari ministeriali. E così, il 27.10.2015 vengono trasmessi al Ministero gli ulteriori dati da esso richiesti, necessari per la formulazione dell’atto aggiuntivo.
    Nei successivi mesi seguono ulteriori interlocuzioni e chiarimenti, ultimo dei quali quello inoltrato il 2 febbraio 2016 con nota prot. n. 5865.
    Il 3 agosto 2017 il Ministero trasmette lo schema definitivo di atto aggiuntivo, che viene approvato dalla Giunta Municipale il successivo 8 agosto (delibera n. 246/2017).
    Il 6 settembre 2017 il Ministero invia dunque il file con lo schema di atto aggiuntivo (conforme a quello approvato), che viene firmato digitalmente dal sindaco e ritrasmesso al Ministero in data 8 settembre 2017.
    Come si può vedere, nessun ritardo da parte dell’Amministrazione Materia, ma pronta risposta alle richieste degli uffici ministeriali e attenta attività di collaborazione.
    Non trascuriamo, poi, che il Ministero delle Infrastrutture ha proposto e sottoscritto, anch’esso, l’atto aggiuntivo nell’estate 2017.
    Cos’è successo, allora?
    E’ successo semplicemente che la copertura finanziaria dell’atto aggiuntivo è stata disposta (dal Ministero e non dal Comune, è evidente!) a valere su risorse iscritte su un capitolo del bilancio dello stato non più attivo (il cap. 7162), risorse che per effetto dell’ormai celebre “perenzione amministrativa” sono attualmente inserite nel conto del patrimonio dello Stato.
    Gli uffici del Ministero delle Infrastrutture (i cui responsabili, nel frattempo, sono cambiati) si sono limitati, quindi, a comunicare gli esiti del procedimento per la registrazione presso la Corte dei Conti.
    Cosa fare, dunque?
    Abbiamo già comunicato nei giorni scorsi al nuovo responsabile della competente Direzione Generale del Ministero, ed allo stesso Ministro delle Infrastrutture, i profili di criticità di queste ultime evidenze, soprattutto per il fatto che tutto era stato sin qui concertato (tra Comune e Ministero) e finalizzato alla reiscrizione delle somme perenti.
    In ultimo, ieri mattina, con la nota prot. n. 7336/2018, inoltrata a mezzo PEC, abbiamo richiesto formalmente, avuto riguardo ai contenuti dispositivi dell’art. 36 del R.D. n. 2440/1923, la reiscrizione delle risorse necessarie nel pertinente capitolo del bilancio dello Stato.
    Questa è la realtà sui quattro milioni di euro del “Parco Urbano del Longano”!

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