Betaland bella a Torino ma non basta: sconfitta numero 9 ma si...

    Betaland bella a Torino ma non basta: sconfitta numero 9 ma si vede la luce

    TORINO La più bella e continua Betaland degli ultimi tre mesi ha sfiorato l’impresa sul parquet della fresca trionfatrice di Coppa Italia dimostrando di voler ripartire in maniera diametralmente diversa rispetto a quanto visto prima delle tre settimane di sosta del campionato di serie A quando alle 14 sconfitte (6 delle quali in Champions League) era stata quasi sempre abbinata una prestazione per lunghi tratti sfiduciata. Al PalaRuffini, dove il club biancoazzurro aveva sempre vinto nei tre precedenti, Torino si è imposta in volata anche per una direzione arbitrale casalinga nell’ultimo periodo. Non è bastata una prestazione strepitosa con una grande rimonta dopo un primo quarto difficile, esprimendo grandissima qualità di gioco sul campo di una delle candidate allo scudetto. Con questi presupposti si ricomincia per davvero anche se resta il filotto di ko peggiore nelle 7 stagioni di serie A con 9 sconfitte, alla vigilia dello sportivamente drammatico spareggio salvezza di Pesaro (sempre a meno 2 dopo il ko di Creemona) dove i biancoazzurri nella peggiore delle ipotesi devono cercare quantomeno di difendere il + 17 dell’andata, senza, ovviamente, commettere l’errore di pensare a gestire fin dalla palla a due. Straordinaria la partita di Luca Campani (che chiude con 26 punti e 7 rimbalzi), ma ottima prova del gruppo anche se da un Maynor pur rientrato dopo l’infortunio e dall’ultimo arrivato Likhodey ci si poteva attendere qualcosina in più. Dettagli perfettibili sperando che in settimana possa arrivare l’ultimo tassello, il pivottone che rafforzi un settore monco dopo l’addio a capitan Delas. Per la cronaca dopo il minuto di silenzio osservato in onore del capitano della Fiorentina, Davide Astori, coach Di Carlo riparte da Eric Maynor, Nick Faust, il neo capitano Voja Stojanovic, Valery Likhodey e Luca Campani. In avvio, però, la musica sembra la stessa pre pausa anche perchè Torino prende di petto il match ed affonda i colpi senza pietà risultando infallibile dalla lunga distanza (3/3 da fuori per Bongou-Colo, a segno anche Vujacic, Washington e Blue) punendo ogni errore della Betaland che in difesa non riesce ad arginare i piemontesi trovando comunque canestri importanti da Campani. Basta, però, il mini riposo tra un quarto e l’altro per assistere ad un altro match con Torino che forse psicologicamente crede di avere in pugno i 2 punti ed una Betaland che si scrolla di dosso le paure iniziali ed inizia a fare il suo gioco rientrando completamente in partita soprattutto perchè finalmente la squadra difende come si deve fare. 32 punti realizzati e difesa sistemata, monumentale Campani con 15 punti e 7/8 al tiro, bravissimo a farsi trovare dai compagni vicino a canestro. Il riposo lungo non scuote Torino e non smonta i paladini che con Faust allo scadere segnano la tripla del 71-69 al 30′ dopo un paio di tentativi di allungo della formazione di casa falliti sul nascere dopo aver toccato due volte il +7. Ma a cavallo tra terzo e quarto periodo la Betaland dà il meglio di sé costruendo un parziale di 0-14 culminato sul 69-77, dopo aver chiuso in vantaggio il terzo quarto con la tripla allo scadere di un utilissimo Nick Faust. L’ultimo periodo è un surplus di emozioni e sono i locali ad avere paura con la Betaland che mette spesso il naso avanti anche se si carica di falli al contrario di un team gialloblù che arriva alla volta finale ben lontano dal bonus. E sono i tiri liberi di Mbakwe e Vujacic a decidere una sfida che la tripla di Maynor sembrava poter portare all’overtime sull’89-89.
    “Sono contento a metà – le parole di coach Di Carlo -, perché siamo riusciti a fare una partita consistente e punto a punto fino alla fine con l’opportunità di portarla a casa, ma sono anche arrabbiato, perché perdere non fa mai piacere a nessuno e ovviamente quando si perde per qualche possesso nel finale l’amaro in bocca è ancora maggiore. Faccio i complimenti ai ragazzi perché non era facile fare la buona partita che abbiamo fatto. Abbiamo avuto un impatto alla gara non perfetto ma dovevamo trovare le giuste distanze. Non sto qui a dire come siamo arrivati alla partita perché non voglio trovare alibi, ma abbiamo pagato un inizio in cui abbiamo faticato a trovare le spaziature corrette, salendo di tono solo nel secondo quarto. Siamo rientrati grazie ad una buona difesa, trovando anche qualche punto di vantaggio. Resta l’amaro in bocca per come abbiamo gestito il finale sprecando quattro possessi consecutivi contro la loro difesa a zona. Sicuramente dovevamo essere più bravi e lavoreremo su questo. Chiudo dicendo che la nostra situazione non è facile, ma sono fiducioso perché vedo una squadra viva che gioca insieme ed in maniera dura. Questo è il nostro modo di giocare, dobbiamo essere bravi a coinvolgere tutti. Ci prepariamo ad una dura settimana, andremo a Pesaro a giocare una partita importante”.

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