Gli insegnamenti di Luigi Autru Ryolo, avvocato e scrittore

    Gli insegnamenti di Luigi Autru Ryolo, avvocato e scrittore

    Si può scrivere di una persona scomparsa per ricordarne le qualità, senza averla direttamente conosciuta? Sarebbe forse meglio non “avventurarsi” in tale impresa e, di conseguenza, sarebbe più giusto limitarsi a leggere o ad ascoltare le riflessioni di coloro i quali hanno avuto con essa un diretto contatto. Ma, nel caso dell’Avv. Luigi Autru Ryolo, si può fare un’eccezione. Chi scrive è solo un testimone de relato dei pregi del famoso penalista e scrittore messinese scomparso pochi giorni fa ma, in compenso, è un attento lettore dei suoi scritti, tratti da esperienze di vita e professionali e culminati nel libro “Racconti”, edito da 100NOVE nell’anno 2017 ed illustrato da Guglielmo Bambino, docente di pittura del Liceo artistico “Ernesto Basile” di Messina.
    E’ per queste ragioni che, nelle righe che seguono, ci si soffermerà in particolare sulle sensazioni maturate dalla lettura delle pagine dei racconti, evidentemente permeati ed arricchiti dalla grande vocazione giornalistica dell’Avvocato, il quale si dedicò con forza e costanza anche a quest’attività.
    Si tratta di narrazioni ricche di passione e dense di ricordi, ripercorsi con grande dovizia di particolari e dettagli colmi di colore, a condimento di storie che variano dalle esperienze professionali e personali agli spaccati di vita più “popolare” e quotidiana. Uno degli elementi più peculiari, però, risiede probabilmente in un ulteriore aspetto: la capacità dell’autore di saper guardare agli eventi non da un’algida e distaccata prospettiva lavorativa, inadeguata a cogliere alcune sfumature, bensì di riuscire ad entrare nelle profondità degli interlocutori, di carpirne i caratteri, l’indole, i pregi ed i difetti. E non manca certamente una soffice e piacevole ironia. E’ proprio quest’ultima ad emergere dal racconto di apertura del libro, “A nome del padre”. In esso si narra di una donna la quale, consigliata in sogno dal proprio genitore di chiedere la difesa dell’Avv. Autru Ryolo (in virtù della conoscenza tra questi ultimi) in un processo che la coinvolgeva, fu assolta. E l’autore, scosso dalle parole della futura cliente quando fu il momento di accettare l’incarico professionale, così commenta l’esito processuale, riferendosi a se stesso: << (l’avvocato) non ricevette alcuna visita nel sonno della notte successiva, ma ancora oggi è convinto che l’anziano macellaio abbia, invece, frequentato il sonno del Presidente del collegio, la notte prima della sentenza>>.
    E poi, ancora, non può sfuggire l’autentica sensibilità del legale messinese, produttiva di costanti riflessioni e domande sul vissuto di ogni giorno, sulle esperienze talvolta drammatiche di alcuni suoi assistiti, sui perché legati ad avvenimenti cruenti e crudeli a cui dover trovare una risposta. <>, medita l’autore al termine di “Lenzuola e coltelli”, titolo evocativo e degno di un romanzo o un film thriller.
    Si potrebbe, a questo punto, compilare un infinito elenco di piacevolissimi racconti, eventi e di uomini e cose, individuare questa o quella persona, questo o quel caso che abbiano avuto un particolare peso specifico nella vita dell’Avvocato. Ma, probabilmente, quel che più conta è notare la straordinaria capacità di fare della propria professione un’occasione di indagine della realtà, una postazione privilegiata dalla quale guardare ad essa con giudizio critico e scevro di ogni superbia o preconcetto. “Noli iudicare”, intitola l’Avvocato uno dei suoi capitoli; in esso, a proposito della ponderata e maturata scelta di non tentare l’accesso alla Magistratura, affermava che <>. Piuttosto, il suo posto ideale era lì, di fronte al Giudice, a perorare la causa dei propri assistiti, scegliendo accuratamente gli argomenti tecnici e dialettici più consoni ad un’efficace difesa; ed era lì anche davanti ad un foglio bianco ed con una penna in mano, per imprimere sull’intonsa carta pensieri, ricordi, impressioni ed esperienze.
    A malincuore, infine, si deve ricordare il momento che l’Avvocato Autru Ryolo mai avrebbe voluto vivere, la scomparsa della figlia Laura, anch’essa stimatissima professionista del mondo forense, avvenuta nel 2016. Un dolore indelebile, tradottosi nella dedica dei “Racconti” proprio all’amatissima figlia.

    Condividi:
    villa pacis
    villa pacis
    villa pacis