La Betaland riesce a perdere anche con la modesta Pesaro

    La Betaland riesce a perdere anche con la modesta Pesaro

    Il cuore di Pesaro batte più forte di quello della Betaland che perde la 16^ gara di fila, 10^ in serie A, allungando una spirale negativa dalla quale nemmeno contro un avversario modesto la squadra paladina è riuscita ad uscire il che conferma che continuano a residuare molto limiti che il mercato ha potuto appena attenuare. Domenica in casa contro Sassari esordirà l’ultimo innesto Knox, arrivato a Capo d’Orlando con un paio di giorni di ritardo per avere il visto che ha impedito il debutto del pivot Usa già all’Adriatic Arena. Per la cronaca la Betaland, che ha quantomeno conservato il vantaggio nella sfida diretta avendo vinto all’andata di 17, parte a rilento, molle e poco reattiva e Pesaro senza strafare va sul 18-11 dando la sensazione di poter allungare. Ma capitan Stojanovic suona la carica ed i paladini rientrano in scia chiudendo al 10’ sul 18-16 e poi prendendo in mano il match fino al 29-43 con Stojanovic e Kuba al 18’30’’. Fantastica Betaland nel secondo quarto, con una grande difesa e ottime letture offensive, tiri ben costruiti contro la zona, ottimo uso del pick and roll e della fisicità di Stojanovic sotto canestro. Capo d’Orlando coinvolge tutti in attacco, Likhodey, Campani e Kulboka, costruendo un vantaggio abbondante all’intervallo con un high di più 16 sul 33-49 e 36-52 grazie alla tripla di Likhodey. Poi errori in serie con punteggio che rimane fermo sul 45-56 per qualche minuto nel corso di un terzo periodo orrendo da ambo i lati. Maynor e Atsur sono irritanti e Clarke inchioda la tripla del meno 4 sul 52-56 con time-out tardivo chiamato da Di Carlo. Faust segna uno dei due liberi con percentuali negative anche a cronometro fermo e Omogbo fissa ancora dall’arco il 55-57. Due liberi di un positivo Campani ed un altro siluro di Likhodey (quinta bomba per il russo, 17 punti fin lì) fanno respirare i paladini che al 30’ tornano a + 7 sul 55-62. L’ultima frazione inizia ancora con qualche errore ma poi Clarke infila un’altra tripla (58-62) ed i tifosi di casa, che nel secondo periodo avevano fatto sentire i loro fischi, alzano i decibel e Ceron fa meno 2. Maynor continua a fare danni e Clarke mette la freccia dopo una vita per i biancorossi sul 63-62. Faust risorpassa ma la Betaland incassa la tripla di Bertone. Ci pensa ancora Faust dall’arco a segnare il 66-67 al 36’16’’. Bertone scrive il 68-67 prima di un’altra serie di errori. Stojanovic sbaglia uno dei due liberi ma fa 17 punti per il 68-68 al 38’50’’, salendo a 19 dopo un contropiede vincente con errore nell’aggiuntivo anche perché stremato. Wojciekowski fallisce un comodo tap-in e prima Moore e poi Mika dalla lunetta impattano sul 70-70 fallendo però due dei quattro liberi. I biancoazzurri dopo il time-out hanno in mano l’ultima azione con 24’’18 da giocare ma Maynor riesce a sbagliare anche il tiro della vittoria con un facile sottomano nettamente ciccato. Si va all’overtime con Atsur che finalmente batte un colpo segnando i primi 3 punti della sua negativa serata, pareggiati dal solito Omogbo. Maynor dalla lunetta fa 2/2 al 42’30’’ portando la Betaland sul 73-75 con immediato pari di Mika e sorpasso Moore. Faust sbaglia 2 liberi e poi commette il 5° fallo su Mika che fa 1 su 2 per il 78-75 al 43’40’’. Stojanovic lo imita per il 10/20 di squadra ai liberi. Omogbo segna l’80-76. Likhodey dimezza dalla lunetta a 45’’ dalla fine. Moore scrive la parola fine segnando di tabella il canestro del trionfo e dell’aggancio all’ultimo posto. Atsur a 11’ dall’epilogo firma la seconda tripla, inutile, anche perché dopo un altro canestro di Moore il solito Maynor manca la tripla del secondo supplementare.

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    villa pacis
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    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.