Non si può stare in Paradiso se i Santi non vogliono

    Non si può stare in Paradiso se i Santi non vogliono

    Il basket italiano perde, speriamo non per molto ai massimi livelli, la Betaland, grande rivelazione della scorsa stagione, rimasta vittima del triangolo delle Bermude tutto italico Pesaro-Milano-Venezia, che in 7 giorni hanno spinto in A2 la regina di Sicilia all time con la clamorosa doppia vittoria marchigiana che restera’ una delle pagine più nere di una disciplina che, per colpa di chi gestisce il giocattolo, vede l’Italia relegata ai margini sia come nazionale che come squadre di club e non è un caso. Intendiamoci la societa’ paladina per 24 giornate sembrava voler fare involontariamente di tutto per retrocedere commettendo una miriade di errori difficile da mettere tutti insieme. Pero’ quando le correzioni, sul parquet ed in panchina, avevano restituito un team solido e vero, ecco arrivare la doppia mazzata marchigiana che in uno sport come il basket diventa difficile accettare. Dunque la retrocessione, certificata dal pesante ko di Cremona, non è arrivata stasera in una partita che fino al 66-64 del terzo periodo sembrava far sperare nel miracolo, prima del crollo, psicologico prima ancora che tecnico, in una partita dove gli attacchi hanno prevalso nettamente sulle difese. La Betaland ci ha provato e le buone notizie giunte subito da Sassari dove Pesaro è tornata normale, ovvero modesta, venendo travolta fin dalla palla a due dai sardi, sembravano alimentare il sogno salvezza anche se facevano da contraltare da quelle provenienti da Reggio Emilia dove una Virtus Bologna cotta si stava facendo travolgere aprendo la corsa all’ottavo posto sia a Cremona (che poi ha centrato per la classifica avulsa) che agli isolani. Senza Knox, out dopo il brutto colpo alla spalla sinistra rimediato domenica scorsa contro Cantù e con Likhodey a scartamento ridotto per problemi muscolari, i biancoazzurri si sono trovati a giocare la partita più importante della stagione ed in generale una di quelle chiavi della storia, senza i lunghi titolari tanto da dover tesserare alla vigilia il misconosciuto Anton Gaddefors più per disperazione che per il reale impatto che poi ha avuto l’ala svedese sulla partita nei pochi minuti di impiego. La squadra di Mazzon ci ha provato ma appena Johnson Odom e Martin hanno dato la spallata del 10-0 di parziale è subentrata la sfiducia e la serie A, alla settima partecipazione, stavolta è sfuggita sul campo. O forse no.
    VANOLI CREMONA 119 BETALAND CAPO 95
    VANOLI: Johnson Odom 22, T. Diener 12, D. Diener 7, Ricci 8, Fontecchio 13, Sims 22, Ruzzier 9, Milbourne 6, Gazzotti, Martin 17, Portannese 3. Coach Sacchetti
    BETALAND: Gaddefors , Atsur 17, Stojanovic 14, Kulboka 11, Campani 15, Likhodey 8, Smith 17, Faust 11, Giorgio Galipò, Giancarlo Galipò, Donda 2. Coach Mazzon.
    ARBITRI: Mazzoni di Grosseto, Bettini di Bologna e Giovannetti di Terni.
    PARZIALI: 33-31, 57-53 (24-22), 89-72 (32-19), 119-95 (30-23).

    Condividi:
    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.