Capo d’Orlando sogna l’oro paraolimpico nella canoa grazie ad Esteban Farias

    Capo d’Orlando sogna l’oro paraolimpico nella canoa grazie ad Esteban Farias

    Arriva un altro magnifico oro per la paracanoa azzurra agli Europei 2018 di canoa velocità, appena svoltisi a Belgrado (Serbia). Merito dell’argentino di Capo d’Orlando, Esteban Gabriel Farias, che si conferma un campione straordinario e va a conquistare il secondo titolo continentale consecutivo nel KL1 200 metri. L’azzurro, che ha vissuto a Capo d’Orlando fino alla maggiore eta’, è arrivato a questo evento come favorito assoluto, visto l’oro iridato ottenuto a Racice e la vittoria in Coppa del Mondo a Szeged e non ha deluso le aspettative. La finale di Farias è stata pura perfezione. L’atleta della Bissolati è scattato bene alla partenza, portandosi subito in testa. Poi nel corso della gara c’è stato un appassionante duello con l’ungherese Robert Suba. Farias, 34 anni il 28 luglio, ha corso in crescendo, aumentando progressivamente il ritmo e così negli ultimi metri ha staccato l’avversario andando a prendersi nettamente la vittoria con il tempo di 47.658, che gli vale anche un nuovo record dei campionati. Suba, dopo l’argento ai Mondiali, si deve così arrendere ancora alla superiorità dell’azzurro per 620 millesimi. Completa il podio il francese Remy Boulle a 2.360. Poi troviamo in successione il polacco Jakub Tokarz, l’ungherese Tamas Juhasz, il russo Pavel Gromov e il cipriota Andreas Potamitis. Farias, costretto ad una nuova vita per colpa di un incidente sul lavoro e consacratosi nella paracanoa dopo aver provato basket e tennis in carrozzina, si conferma quindi il più forte interprete di questa specialità e ora dovrà puntare dritto verso Tokyo 2020, dove avrà l’occasione di scrivere la storia per lui e tutti gli amici orlandini che ancora lo ricordano con piacere e che talvolta viene a trovare.

    Condividi:
    villa pacis
    villa pacis
    villa pacis
    claudio.argiri (at) anni60news.com Direttore per amicizia con un contratto a vita fino a prova contraria, cerco di meritarmi il posto mettendoci un pizzico di bravura, serietà e tanta passione che mi derivano da oltre 20 anni di onorata carriera molto part time avendo, per fortuna e capacità, anche un altro impiego. Modestia a parte, il curriculum non è niente male, spaziando tra quotidiani, settimanali e chi più ne ha più ne metta, e va al di là dello sport che seguo da quando sono nato. Qui ci sto bene, per cui penso proprio che ci starò fino alla pensione, convinto che il progetto è molto valido e continueremo a raccogliere frutti sempre più copiosi. Nell'attesa Direttissima 60 che mi pregio di condurre sta diventando quasi maggiorenne e regala ogni qualvolta gioca le emozioni dell'Orlandina basket, e non solo. Da quest'anno conduco anche il contenitore del venerdi "Un calcio alla palla", storie, curiosità ed aneddoti del mondo pallonaro e dello sport in genere.