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Precari, è caos sulle stabilizzazioni

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repertorio

E’ arrivato brusco ed inatteso lo stop alla stabilizzazione dei precari in servizio nei Comuni Siciliani. La frenata è giunta dopo i due pareri della Corte dei Conti in risposta ai quesiti sollevati dai sindaci di San Pier Niceto e Milazzo. Da un anno, grazie al decreto Madia, a ogni Comune è stato consentito di bandire concorsi riservati ai soli contrattisti senza rispettare una precedente norma che imponeva di assegnare la metà dei posti disponibili all’esterno, cioè a lavoratori del tutto nuovi che sarebbero stati selezionati con un normale concorso aperto a tutti. I sindaci hanno chiesto di chiarire se, malgrado le nuove regole della Madia sulle procedure, dovesse ancora essere rispettata una norma di natura contabile che impone di destinare la metà di tutti i fondi stanziati per le assunzioni alla selezione di personale esterno.
I magistrati contabili hanno risposto spiegando che la norma di natura contabile va ancora applicata. Soprattutto quando la Regione dà anche altre somme ai sindaci oltre a quelle normalmente stanziate per le assunzioni. In pratica la metà dei soldi va destinata a selezionare personale nuovo e dunque la metà dei posti andrebbe riservata a chi cerca solo ora di entrare in una pubblica amministrazione.
I sindacati lanciano un appello alla Regione per chiedere “regole certe per stabilizzare i precari”, “Governo regionale e Corte dei Conti dialoghino e definiscano regole certe e uniformi per la stabilizzazione dei precari negli enti locali”, scrivono i segretari generali di Fp Cgil, Gaetano Agliozzo, della Cisl Fp, Paolo Montera, e della Uil Fpl, Enzo Tango. “Dal mancato confronto tra le due istituzioni potrebbe derivare un’incertezza insostenibile. Servono regole chiare e standardizzate – ribadiscono – ed è opportuno, quindi, avviare al più presto un confronto sul tema, così da definire criteri inequivocabili e validi per tutti, che le amministrazioni comunali possano seguire alla lettera, senza scappatoie”.
Sul tema caldo è intervenuto anche il deputato regionale di Forza Italia Tommaso Calderone: “Per effetto dell’interpretazione della norma regionale sulle stabilizzazioni, offerta con proprio parere dalla Corte dei Conti, molti Comuni hanno sospeso il percorso di stabilizzazione del personale precario. La Regione deve chiarire con una norma che le procedure di stabilizzazione previste dalle leggi regionali, debbano effettuarsi a prescindere dall’accesso all’esterno. Solo così, finalmente, tutto il personale precario degli Enti Locali potrà essere stabilizzato”. Oltre a presentare un emendamento alla Finanziaria, è stata richiesta anche la convocazione congiunta della I e II Commissione all’Ars, estesa ad Anci Sicilia, a una delegazione di Sindaci e al Dipartimento regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica. “Occorre celerità – conclude Calderone – per via della scure del 31/12/2019 che incombe come termine ultimo per completare le procedure di stabilizzazione già avviate dagli Enti Locali. Il legislatore regionale deve farsi carico della modifica legislativa oggi proposta, chiarendo in maniera assoluta che la portata della norma contenuta nell’art. 3 della L.R. 27/2016 ed art. 26 della L.R. 8/2018 ha carattere speciale, prescindendo da qualsiasi diversa interpretazione”.