Home In primo piano Vuole “sistemare” la figlia e firma un contratto con l’agenzia matrimoniale

Vuole “sistemare” la figlia e firma un contratto con l’agenzia matrimoniale

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Voleva che la figlia trovasse marito e così, a sua insaputa, nel 2016 si era rivolta ad un’agenzia matrimoniale che, in nome della ragazza, le aveva fatto firmare «per il bene della figlia», un contratto di mediazione, facendosi versare 730 euro. La donna, resasi conto del fatto che aveva firmato un contratto a nome di altri, si era rivolta a Confconsumatori, che ha citato in giudizio l’agenzia. Ora il Giudice di Pace ha annullato il contratto e le ha riconosciuto il diritto al rimborso. La vicenda, resa nota dalla stessa associazione, è accaduta in provincia di Messina. La figlia, una volta saputo dell’iniziativa della madre, aveva espresso la propria contrarietà.
L’Agenzia, «in assoluta malafede – si legge nella sentenza – spinta dall’interesse ad acquisire una cliente, chiaramente sprovveduta e animata da preoccupazioni inesistenti sul futuro della figlia, l’ha convinta della validità della sua sottoscrizione, priva di apposita delega o procura, e della fattibilità delle prestazioni subdole offerte dal contratto». La donna è stata assistita dall’avvocato di Confconsumatori Carmelina Cilla che, pur rilevando le ingenuità della madre, ha da subito rilevato la mala fede dell’agenzia, che non poteva assolutamente proporre alla donna un contratto intestato alla figlia ignara e all’oscuro di tutto.