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Capo d’Orlando, interrogazione su fognature e sversamenti

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La puzza di fogna per le vie cittadine e lo sversamento di reflui sulla spiaggia di Capo d’Orlando finiscono al centro in una interrogazione firmata da quattro consiglieri comunali di minoranza.
Nell’atto ispettivo, Sandro Gazia, Alessio Micale, Angiolella Bottaro e Renato Mangano evidenziano il “lezzo nauseabondo di fogna che fuoriesce dai tombini di raccolta delle acque bianche che crea disagi al cittadino o al turista e non pochi problemi per le attività commerciali che utilizzano e pagano il suolo pubblico per la somministrazione di bevande e/o alimenti”. Inoltre, i quattro consiglieri sottolineano i “ripetuti blocchi delle pompe di sollevamento della rete fognariacontinuano a causare lo sversamento di reflui fognari non depurati sulla spiaggia, formando sinistri torrentelli che raggiungono il mare con tutta la loro carica batterica inquinante e dai quali potrebbero scaturire gravissime conseguenze sul piano igienico sanitario per i fruitori delle spiagge, per la flora e la fauna marina da tutelare”.
Gazia, Micale, Bottaro e Mangano chiedono quindi al Sindaco Ingrillì “quali iniziative ha intrapreso per conoscere le cause del problema del lezzo nauseabondo che ammorba le vie cittadine, se ha disposto delle analisi per conoscere il tipo di gas che viene liberato e se lo stesso possa recare nocumento alla salute dei cittadini e quali iniziative ha posto in essere per risolvere il problema”. Nell’interrogazione si specifica poi che “il blocco delle pompe che ha causato i continui sversamenti in mare è stato imputato a lavori che l’Enel ha eseguito sugli impianti elettrici senza una preventiva comunicazione ufficiale agli uffici comunali, ed è stata inoltrata diffida nei confronti dell’Enel. Ma non si evince se ha imputato e quindi richiesto a tale azienda i danni materiali e di immagine per quanto accaduto”. I consiglieri chiedono poi “Se ha provveduto, trovandoci durante la stagione balneare, a richiedere le analisi per appurare la balneabilità delle acque e a disporre il divieto di balneazione, in conformità alla normativa, nei tratti in cui si sono verificati gli sversamenti in mare”. Infine, si chiede “quante pompe di sollevamento sono state acquistate e per quale importo totale di spesa e quante pompe sono in atto funzionanti per ogni pozzo di sollevamento”.