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Dai Nebrodi alla Romania: “emigrano” le truffe ai fondi comunitari

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Le truffe sui fondi europei destinati all’agricoltura dai Nebrodi si spostano in Romania. E’ l’ipotesi a cui stanno lavorando i magistrati romeni che hanno aperto un fascicolo su alcune società riconducibili a 5 imprenditori agricoli, originari di Capizzi, Tortorici e Nicosia, già coinvolti nell’operazione “Maglie larghe” condotta dalla Guardia di Finanza di Enna.
Il meccanismo sarebbe lo stesso attuato in Italia sui fondi che erogano contributi in base alla superficie di terreno utilizzata. L’unica differenza starebbe nel fatto che, mentre in Italia sarebbero stati falsi i contratti di affitto, in Romania sarebbero state false le coltivazioni.
Nel mirino della magistratura romena, Salvatore Fascetto e Antonino Iraci Sareri di Nicosia, Pippo Steccato Vattumè e Giuseppe Scinardo Tenghi di Capizzi e Agostino Antonino Marino di Tortorici. I cinque hanno registrato le rispettive società in Romania e hanno preso in affitto circa mille ettari di terreno in diverse zone da destinare alla coltivazione di pomodori.
L’indagine è scattata dopo alcune proteste dei produttori romeni e articoli di stampa che denunciano le “coltivazioni fantasma”.