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Palermo-Messina senza treni, ma c’è il volantino Slow Food

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Potrebbe essere stata una distrazione, un corto-circuito comunicativo all’interno dell’azienda, ma certo la diffusione dell’opuscolo di Trenitalia e Slow Food che promuove le produzioni tipiche e le bellezze dell’itinerario lungo 232 chilometri che unisce Palermo a Messina ha il sapore, diciamo così, di una presa in giro neppure tanto sottile. Ci vuole un bel coraggio, oppure è sufficiente una giusta dose di gusto sadico nel decantare prelibatezze e pretendere che ti diano anche retta, mentre sei costretto a scendere dal treno e salire sull’autobus (quando lo trovi pronto) a causa dell’interruzione (fino a settembre!) della tratta ferroviaria Capo d’Orlando – Patti.
Non che le cose vadano meglio sulla strada, visto che la Statale 113 (proprio nel tratto in questione) sarà chiusa fino a fine luglio per lavori (sic) nella galleria artificiale di Capo Calavà. Così vanno le cose nella Regione della precarietà che tutto avvolge, uomini, ferrovie e gallerie.
Oppure, la distribuzione del depliant targato Slow Food potrebbe anche essere una idea diabolica di spregiudicato marketing: visto che devi aspettare, tanto vale che delizi il tuo palato, con un arancino, una granita, un panino al prosciutto di suino nero. Mangia piano, mangia slow: c’è tempo.
In Romagna hanno rimesso in piedi in 9 ore gli stabilimenti devastati dal maltempo. Ma lì parliamo di sdraio, ombrelloni e cabine di legno, certo. In Sicilia ci stiamo due mesi per sistemare una galleria. Al Nord non sarebbe successo, dicono. Chissà. Qualcuno vuole un arancino?