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“Vogliamo andare in serie A”, firmato coach Marco Sodini

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Le difficolta’ sul mercato dell’Orlandina basket non intaccano le certezze di coach Sodini che a meno di 2 settimane dall’inizio della preparazione interviene da par suo sui social rassicurando di fatto anche i più pessimisti tra i tifosi palasini che, pur distratti dall’estate, stavano seguendo con una certa preoccupazione l’evolversi delle vicende del club biancoazzurro, ancora orfano dei pezzi da novanta necessari per dare la scalata alla serie A. “Dietro a un miraggio c’è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c’è sempre un viaggio da ricominciare. (Cit. Francesco De Gregori)”. Parte così a gamba tesa il tecnico viareggino, uno che misura pure gli sguardi non tralasciando il minimo particolare quando parla ufficialmente di basket. E’ lui la certezza che l’Orlandina sara’ ai vertici anche quest’anno. “E così siamo di nuovo a voi – scrive -, infine dopo un silenzio fatto di ricerca e di lavoro, dopo un’estate di un rammarico diverso per un finale di stagione scorsa che noi ci aspettavamo diverso, ma che pochi all’inizio di quella stessa stagione avrebbero scommesso essere così esaltante. Ricordo perfettamente i primi mesi, di parole, interviste, precisazioni, a difendere e spingere un gruppo troppo diverso da quelli precedenti di capo, troppo giovane per lo scetticismo post retrocessione. Ho negli occhi gli ultimi minuti dell’ultima partita contro Treviso, che sapete ho dovuto guardare da lontano, e ho pianto di orgoglio per i miei ragazzi. Avevamo ragione, Enzo e Peppe Sindoni ed io, con tutto il mio staff a pensare di avere preso una strada difficile, quanto intrigante e giusta. Oggi è passato poco tempo, ma molto tempo. C’è un mercato ancora da finire, ma c’è un mercato reso più difficile dalla scelte personale di Davide Bruttini di andar via, che ci ha messo di fronte ad un nuovo bivio. E noi abbiamo scelto di essere coerenti con noi stessi. Abbiamo deciso di puntare su giocatori forti, perché l’obiettivo di quest’anno è salire in serie A. Mai nascosto di aver provato a farlo già la scorsa stagione, ma nemmeno siamo stati poco equilibrati nel programmare su due anni, lo sviluppo di un progetto già più avanti di quanto pensassimo. E allora, vista la difficoltà di trovare un giocatore che fosse funzionale alla sostituzione di Davide, abbiamo fatto una riflessione su quello che già avevamo e abbiamo colto l’opportunità di dare concretezza ad un’idea. Abbiamo avuto la forza di mettere sotto contratto 7 giocatori che l’anno scorso hanno giocato una finale play off. Abbiamo tenuto sotto contratto 7 giocatori che hanno vinto più partite di tutti in stagione regolare nel girone Ovest. Abbiamo deciso che sono pronti per fare un ulteriore passo avanti. Matteo Laganà ha dimostrato una crescita costante nel corso della stagione, Lorenzo Neri e Giancarlo Galipò si sono meritati sul campo di stare ai livelli di eccellenza a cui vogliamo ambire. Simone Bellan che ha fortissimamente voluto far parte di un progetto futuro con la richiesta diretta a me di restare solo per vincere e lui assieme a Jacopo Lucarelli hanno dato un’ impronta decisa dell’identità di gruppo che andiamo cercando. La crescita di Joseph Mobio è stata vertiginosa, così come la sua determinazione nel rifiutare altre offerte per rimanere con noi. Promuoverlo in quintetto è una conseguenza dell’atteggiamento e della concretezza che ha mostrato nelle partite che contavano. Ci aspettiamo molto anche dalla stagione di Andrea Donda che dopo aver perso metà stagione per uno sfortunato infortunio è pronto per dimostrare tutto il suo talento. Abbiamo aggiunto due ragazzi giovani, Lorenzo Querci e Uchenna Ani che completeranno un parco Italiani, stranamente esperto eppure Under 23 e chiuderemo il roster con due stranieri fortissimi, che avranno il non facile compito di non far rimpiangere Brandon e Jordan. Mi piace quel che è uscito dal mercato. Mi piace la visione che abbiamo, mi piace il fatto di poter mettere pressione vera a ragazzi ambiziosi. Non mi piace nascondermi, non ci piace nasconderci. Sappiamo bene quale sia l’obiettivo societario e non è scontato che ci sia una condivisione così totale tra la volontà di un club e la volontà dei giocatori che giocano per quel club, degli allenatori che allenano per quel club, per tutte quelle persone che con ruoli diversi e importanti fanno parte ambiziosamente di quel club. Oggi ci saranno dubbi e certezze. Come in ogni inizio di stagione, ma le nostre certezze ci armano di incrollabile fiducia e la mia è duplice, ha una parte che si delinea dalle mie idee condivise e portate avanti con la famiglia Sindoni, la seconda, legata a Capo d’Orlando, perché la stagione scorsa mi sono reso conto che quando le cose hanno una logica, gli orlandini le capiscono, le fanno proprie e poi aggiungono del loro. Dietro a un miraggio c’è sempre un miraggio da considerare. Come del resto all’inizio di questo viaggio ci sarà gente ad accompagnare. E noi con aria serena e disinvolta, siamo pronti a ricominciare”.