Home In primo piano Spadafora: la minoranza attacca, il sindaco risponde, a far tremare i conti...

Spadafora: la minoranza attacca, il sindaco risponde, a far tremare i conti dell’Ente

503

Il gruppo di minoranza “Rinasce Spadafora” formato da Lillo Pistone, Andrea Giacobbo, Pinella Giacobbo e Pasqualina Giannone, a distanza di oltre quattro mesi dal risultato delle urne, traccia un bilancio. E, senza mezze misure, tuona contro l’Amministrazione guidata dal sindaco Tania Venuto bocciandone l’operato ed affidando ad una lettera aperta al primo cittadino e agli spadaforesi le motivazioni. 

«Riteniamo che sia necessario introdurre un nuovo modo di operare ed intendere la politica -si legge nel manifesto-. Urge un cambio di rotta a 360 gradi rispetto all’operato della precedente Amministrazione. A nulla sono valsi, ad oggi, i ripetuti inviti rivolti al sindaco finalizzati ad un nostro maggiore coinvolgimento sui temi importanti che interessano i cittadini. Così, purtroppo, -aggiungono- il sistema assolutistico e verticistico del passato continua ad essere applicato ai danni della comunità». 

Inevitabile l’affondo sulla complicata situazione economico-finanziaria dell’ente. 

«Ciò che traspare dall’operato dell’amministrazione Venuto è l’inerzia sui temi importanti che interessano la vita del paese -ribadiscono-. Primo tra tutti la trasparenza dei conti e la reale situazione finanziaria del Comune. Nel corso della recente campagna elettorale avevamo già evidenziato come lo stato dei conti pubblici presentasse pesanti criticità. Ci è stato risposto dall’allora candidato sindaco Venuto che non avevamo le idee chiare e che vi era una disponibilità di liquidità per circa 700 mila euro», scrivono ancora i componenti del gruppo di opposizione. 

«Il sindaco Venuto -chiedono- provi a spiegare ai cittadini da dove è saltato fuori il disavanzo di amministrazione relativo solo al 2017 pari a 1 milione e 374 mila euro. Importo definitivo? Vedremo. All’epoca la Venuto ricopriva la carica di vicensindaco. Pertanto i fatti la inchiodano e quindi era il primo cittadino a non avere le idee chiare. E adesso presenta alla cittadinanza un conto salatissimo, frutto della gestione precedente a guida Pappalardo/Venuto e per il quale sarà necessario un piano di riequilibrio. Questo vuol dire ulteriore indebitamento a carico dei cittadini con i necessari aumenti delle tariffe per far fronte al ripianamento dei conti pubblici. Insomma un vero disastro che ha una matrice chiara ed inequivocabile. In questi casi ognuno deve assumersi le proprie responsabilità», attacca la minoranza. 

«Per non parlare del consuntivo 2018 del quale ancora oggi non si ha contezza e soprattutto del Previsionale 2019/20201, approvato in Giunta il 17 giugno, ma non ancora portato in Consiglio nonostante sia scaduto il termine dei 30 giorni», proseguono. 

Il gruppo di minoranza chiede dunque, alla Venuto un tavolo urgente di confronto, aperto al pubblico, sulla criticità dei conti, sui consuntivi 2017 e 2018 e su quali provvedimenti siano stati adottati per verificarne le responsabilità che hanno comportato il ritardo da parte della Giunta alla loro approvazione. «Rimaniamo in attesa di un segnale concreto da parte del primo cittadino», concludono. 

Immediata la risposta del sindaco Venuto. Al centro una serie di precisazioni proprio sulla situazione economica dell’ente. 

«Lo schema del Rendiconto di gestione – esercizio 2017, approntato dopo lunghe traversie dovute non solo all’avvicendarsi di ben quattro responsabili nel corso del 2018, ma anche ad enormi inesattezze contenute nel conto del tesoriere, è stato approvato, finalmente, con delibera di giunta municipale n.88 dello scorso 7 agosto ed è stato trasmesso al Collegio dei Revisori dei Conti il 9 agosto, praticamente all’indomani, per l’emissione del relativo parere da rendere entro 20 giorni», ha chiarito. 

«I revisori -prosegue- hanno atteso ben quindici giorni per richiedere documentazione integrativa. Il commissario ad acta, frattanto “motu proprio”, ha indetto una riunione durante la quale l’Amministrazione ha consegnato ai revisori la documentazione richiesta ed è stato concordato un cronoprogramma in forza del quale il Collegio dovrà rendere il dovuto parere nel termine perentorio di venti giorni, cui dovrà seguire il deposito degli atti per ulteriori 20 giorni e soltanto dopo il documento contabile potrà essere sottoposto all’esame del consiglio comunale per l’approvazione. Queste le ragioni per le quali il rendiconto 2017 non è stato ancora approvato», ha affermato la Venuto. 

Passaggio successivo il punto sugli altri strumenti contabili.

«In ordine al bilancio di previsione 2019/2021, questo sarà sottoposto all’esame del Consiglio subito dopo l’approvazione del rendiconto 2017. Invece, per quanto concerne il risultato di amministrazione dell’esercizio 2018, devo rilevare che, stante la mancata elaborazione dei dati, allo stato attuale non è dato conoscerlo. Infine, il risultato di amministrazione dell’esercizio 2017 è al vaglio dell’esperto, del responsabile dell’area e del Collegio dei Revisori, al fine di stabilire le cause che lo hanno determinato che potrebbero, ribadisco potrebbero, risalire anche ai precedenti esercizi, seppure chiusi con un risultato di amministrazione positivo, così come potrebbero ricondursi ad un’errata applicazione del D.lgs 118/2011 nonché ad una scarsa riscossione delle entrate tributarie», ha concluso.