Home In primo piano Trasporto studenti disabili: per la Cgil il rimborso alle famiglie “decisione inaccettabile”

Trasporto studenti disabili: per la Cgil il rimborso alle famiglie “decisione inaccettabile”

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Non solo il danno del mancato servizio di trasporto per gli studenti disabili che frequentano gli Istituti Superiori dei Nebrodi, ma anche la beffa del rimborso irrisorio stabilito dalla Città Metropolitana di Messina, pari a 34 centesimi per ogni chilometro percorso, un quinto del prezzo del carburante. Per calcolare i chilometri complessivi percorsi quotidianamente da ogni studente, l’ente si è avvalso di Google Maps.
Per la FP CGIL la decisione adottata dalla Città Metropolitana, che siano cioè le famiglie a provvedere direttamente con successivo rimborso, costituisce un pericoloso precedente. «La manca assegnazione del servizio trasporto degli studenti disabili negli istituti scolastici superiori ricadenti nella fascia dei Nebrodi, costituisce un precedente molto pericoloso che pone l’Amministrazione pubblica, in relazione alla gestione di servizi assegnati tramite bando, in totale balìa dei privati». E’ il commento del segretario della FP CGIL Francesco Fucile e della segretaria provinciale Elena De Pasquale in merito alla grave situazione di disagio che sta interessando le famiglie degli studenti disabili che fino all’anno scorso usufruivano del servizio di trasporto e che quest’anno, invece, si sono visti privati di tale opportunità, trovandosi costretti a provvedere autonomamente al trasporto, per poi essere successivamente rimborsati dalla Città Metropolitana a seconda dei chilometri percorsi.
«Ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale – affermano i rappresentanti sindacali – e riteniamo inaccettabile che, ancor di più in considerazione di quanto accaduto già l’anno scorso, l’Ente Metropolitano non si sia attivato per tempo al fine di individuare soluzioni percorribili. Una delle quali riteniamo possa essere, trattandosi di servizio essenziale, l’emanazione di un’ordinanza contingibile ed urgente mediante quale una ditta venga obbligata ad effettuare il servizio. Non può passare sotto silenzio il fatto che ad oggi 25 famiglie siano state abbandonate a loro stesse e costrette a farsi carico di dinamiche quotidiane ingestibile. Nondimeno possono essere dimenticati quei lavoratori che si sono ritrovati senza occupazione. Di fronte a tutto ciò riteniamo necessaria la convocazione di un immediato tavolo prefettizio cui prendano parte tutti gli attori coinvolti, con l’obiettivo di individuare una soluzione alternativa a quella attualmente percorsa».