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Il caso Antoci e i veleni dell’antimafia: “Mario Ceraolo indagato per falsa testimonianza”

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“Apprendo che l’ex poliziotto, oggi in pensione, Mario Ceraolo più volte richiamato nella relazione della Commissione quasi a diventarne il protagonista, sarebbe indagato dalla Procura di Messina proprio per falsa testimonianza al Pubblico ministero, per quanto riferito sull’attentato che ha colpito me e gli uomini della mia scorta quella notte”. Lo afferma in una nota l’ex Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. “Non riesco a trovare le parole per esternare il mio imbarazzo su una vicenda diventata paradossale – aggiunge – e che ha generato confusione e sconforto nella società civile, che vedo, ogni giorno di più, indignata per quello che sta accadendo”.
Il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia, si legge sempre nella nota, ha deciso di costituirsi a tutela dei Poliziotti della Scorta di Antoci e lo farà in tutte le sedi Civili e Penali. Un segnale forte – prosegue la nota – contro chi sta cercando di offendere il lavoro di Magistratura e Forze dell’Ordine e verso chi, magari indotto in errore, avrebbe dovuto meglio indirizzarne le azioni.

Antoci poi commenta il contenuto della conferenza stampa del presidente della commissione regionale antimafia Claudio Fava e dei consulenti. “Ho ascoltato – commenta Antoci – alcune cose assolutamente contrarie alla verità degli accertamenti e delle carte. Dopo l’attentato non sarebbe stata avvisata la centrale operativa: assolutamente falso, ci sono le telefonate registrate della centrale operativa pochissimi minuti dopo l’attentato e i tabulati depositati dalla Procura. Perché affermare il falso? Il sindaco di Cesarò – prosegue Antoci – quella sera non era preoccupato: come si fa ad affermare questo dopo che è stato depositato agli atti della Commissione l’interrogatorio della magistratura fatta proprio al Sindaco Calì? Se Ceraolo avesse dichiarato il falso – continua – sarebbe certamente stato indagato: che valenza hanno queste dichiarazioni adesso che si scopre che il Ceraolo risulta indagato per falsa testimonianza per dichiarazioni rese al Pubblico Ministero? Insomma – conclude Antoci – meglio ritornare al silenzio; del resto, se è vero come è vero che la Sicilia è anche terra di mafia, non ci si può certamente dimenticare che lo è anche di paradossi e maschere pirandelliane. E intanto cosa nostra se la ride vedendo tutto ciò. Io, invece, purtroppo, continuo a pensare a quella notte e non smetterò mai di ringraziare e difendere la Polizia di Stato che mi ha salvato la vita. Fava deluso dalle mie reazioni? Alla luce di tutto ciò sono io ad essere addolorato”.