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Acqua non potabile in alcune zone di Sant’Agata: la minoranza chiede di non far pagare il canone idrico

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Revocata parzialmente l’ordinanza di non potabilità dell’acqua in alcune zone di Sant’Agata Militello. Con un nuovo provvedimento, il Sindaco Bruno Mancuso ha consentito il consumo umano dell’acqua in alcune zone servite dal serbatoio di contrada Telegrafo che approvvigiona, tra l’altro, tutto il centro e le contrade Albanova, Cuccubello, Minà e Calarco. Il divieto di potabilità permane, invece, nelle contrade Terreforti, Torrecandele e in via Michelangelo fino a Vallone Posta. Una situazione di disagio che provoca la presa di posizione della minoranza consiliare: in una interrogazione, Giuseppe Puleo e Nunziatina Starvaggi, denunciano il “disarmante silenzio dell’Amministrazione rispetto ad un problema così importante”. I Consiglieri evidenziano che “in Contrada Terreforti e Torrecandele, via Michelangelo Vallone Posta e Mulino, l’acqua risulta non potabile da circa un anno”. In queste contrade, secondo Puleo e Starvaggi, “sarebbe giusto disporre la dispensa dal pagamento del canone acqua, quale forma di indennizzo dei cittadini che hanno subito un disagio”. Nell’atto ispettivo, inoltre, si sottolinea che “l’Amministrazione, nonostante la situazione venutasi a creare, non ha posto in essere alcun intervento idoneo allo scopo, non è stato assicurato un adeguato servizio di autobotti e non sono state rimosse le cause del grave inconveniente per garantire la potabilità dell’acqua ai cittadini, così come previsto dalla normativa vigente”.
Infine, Puleo e Starvaggio, chiedono “quali motivi non sono stati bonificati i pozzi interessati e garantita una adeguata manutenzione al sistema idrico integrato con un’adeguata previsione di risorse in bilancio, come suggerito dal gruppo di minoranza, che ha presentato uno specifico emendamento in fase di approvazione di bilancio, poi bocciato dalla maggioranza consiliare”.