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Il procuratore Crescenti sulla tragica esplosione: “Nel 2019 non si può morire di lavoro”

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Continua il lavoro dei vigili del fuoco nell’area dove ieri è avvenuta l’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio di Vito Costa nelle campagne di Barcellona Pozzo di Gotto che ha provocato 5 morti e due feriti di cui uno in gravissime condizioni: è Bartolomeo Costa, 37 anni, che con la famiglia gestiva l’azienda. La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di strage colposa. Non ci sono indagati. “Nel 2019 non si può morire di lavoro”. E’ la denuncia del procuratore capo di Barcellona Pozzo di Gotto Emanuele Crescenti che oggi ha fatto un sopralluogo nella fabbrica insieme al comandante provinciale dei Carabinieri, al questore, ai vertici della Guardia di Finanza e del Genio militare. Crescenti ha inviato sul luogo dell’esplosione gli ispettori del lavoro e i carabinieri specializzati nel settore del lavoro. “Faremo di tutto per accertare le responsabilità – ha ribadito – perché in futuro non si ripetano più fatti del genere”.
Intanto sarà proclamato il lutto cittadino a Barcellona Pozzo di Gotto nel giorno dei funerali delle cinque vittime. Lo ha deciso l’Amministrazione comunale, che “si stringe intorno alle famiglie delle persone coinvolte e condivide il dolore di questo momento”.
L’arcivescovo di Messina, mons. Giovanni Accolla, assieme al vescovo ausiliare e a tutta la Chiesa diocesana, desidera manifestare “particolare vicinanza a tutti coloro che sono rimasti coinvolti nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio di Barcellona Pozzo di Gotto”. Lo afferma in una nota diffusa dalla diocesi messinese, all’indomani dell’esplosione in cui hanno perso la vita cinque persone. Esprimendo “cordoglio per le vittime e solidarietà per le famiglie”, l’arcivescovo assicura “la sua preghiera per coloro che hanno perso la vita nel tragico incidente e per quanti sono rimasti feriti, affinché scenda su tutti la consolazione del Signore”. Poi, dal presule l’assicurazione: “Non mancheranno, da parte di tutta la Comunità diocesana, gesti concreti di attenzione”.