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La crisi della Sicilia: meno abitanti e meno occupati

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La Sicilia è in “declino demografico” con “quasi centomila abitanti in meno” nel 2019. E’ quanto emerge dal secondo numero di ‘Zoom Sicilia’ il report sull’economia siciliana di Cisl-Diste presentato a Palermo. “Nel 2019 – si legge – per il quinto anno consecutivo la popolazione siciliana riporta il segno meno. Quasi centomila persone, per effetto della scarsa attrazione sugli immigrati. E dell’emigrazione dei residenti, in prevalenza giovani. Di questo passo, tra vent’anni, la popolazione dell’Isola si ridurrà di altre 160 mila unità”. “Un progressivo impoverimento di capitale umano – sottolinea la Cisl – che ipoteca le già difficili prospettive di crescita economica e sociale”. Gli occupati in Sicilia sono in tutto un po’ meno di 1,4 milioni e appena un terzo sono donne. “La quota di occupazione femminile sul totale – si legge nel report della Cisl-Diste – negli ultimi anni è aumentata fino a toccare il 35,9%. Ma la crescita è lenta e l’Isola resta tra le regioni più in ritardo sul fronte della partecipazione delle donne al mercato del lavoro”.
Stilando un bilancio provincia per provincia, la crisi dell’ultimo decennio, che su base regionale ha visto svanire qualcosa come 120 mila posti, su scala provinciale è stata un’autentica débâcle. A salvarsi è solo Siracusa che chiude il periodo con un aumento di cinque-seimila occupati, tutti di genere femminile. La performance peggiore è invece quella del messinese che dal 2007, anno pre-crisi, perde 38 mila occupati. Palermo subisce una flessione di 34 mila posti; Trapani vede scomparire 19 mila lavoratori attivi; Agrigento ne vede cancellati 11 mila; Catania chiude il periodo con 10 mila posti di lavoro in meno; Enna ne perde 5000; a Ragusa il saldo del decennio risulta negativo per 4000 posti e a Caltanissetta ci sono 3000 lavoratori in meno.