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Sindaci contro l’Ato Idrico Messina: “l’acqua resti ai comuni”

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Il sindaco di Torrenova, Salvatore Castrovinci, di Capri Leone Filippo Borrello e di Sant’Angelo di Brolo, Francesco Cortolillo si dichiarano pronti ad ogni azione necessaria per evitare l’affidamento del servizio idrico, tramite l’Ato Idrico Messina, ad un gestore unico e per mantenere in capo ai singoli comuni la gestione di un bene pubblico così essenziale come l’acqua.

I primi cittadini, quindi, annunciano una battaglia serrata in ogni sede e con ogni mezzo contro l’affidamento del servizio idrico ad un gestore unico che, come accaduto per tutte le esperienze di gestione dei servizi per ambiti territoriali, non ha fatto altro che determinare un aumento delle tariffe per i cittadini e la costituzione di carrozzoni da trascinarsi sulle spalle per anni dopo esperienze fallimentari.

A fortificare l’azione amministrativa dei sindaci, una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del decreto-legge n. 78 “nella parte in cui non prevede la possibilità, in un contesto di Comuni obbligati e non, di dimostrare, al fine di ottenere l’esonero dall’obbligo, che a causa della particolare collocazione geografica e dei caratteri demografici e socio ambientali, del Comune obbligato, non sono realizzabili, con le forme associative imposte, economie di scala e/o miglioramenti, in termini di efficacia ed efficienza, nell’erogazione dei beni pubblici alle popolazioni di riferimento”.

Intanti è già presentato un emendamento all’articolo 4 della legge regionale 11 agosto 2015, n. 19 al fine di consentire ai Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti l’esonero dall’obbligo di gestione del servizio in maniera associata.